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Le grandi manovre


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Destini incrociati. Armao favorito per l'Irfis (ma oggi una fumata nera).  Marino è sparito. Venturi è a Roma. E gli altri...


Ancora 48 ore per conoscere il nome del presidente dell'Irfis, la società finanziaria passata interamente nelle mani della Regione siciliana. L'assemblea dei soci convocata per la prima volta oggi per nominare il nuovo vertice del Consiglio di amministrazione, infatti, è andata di fatto deserta per l'assenza del socio di maggioranza: la Regione siciliana, appunto.

Così, la stessa assemblea è stata rinviata a giovedì prossimo, giorno previsto per la seconda convocazione, quando finalmente dovrebbe conoscersi il nome di chi prenderà il posto di Enzo Emanuele, presidente fino a pochi giorni fa e adesso direttore generale della società.

E nel toto-presidenti, da settimane spicca il nome di uno degli assessori della giunta Lombardo. Gaetano Armao (nella foto), infatti, è il maggiore accreditato per la carica ancora vacante. E il "rinvio" dell'assemblea dei soci potrebbe in qualche modo essere legata anche agli impegni dell'assessore, in queste ore riunito con i deputati regionali in Commissione bilancio all'Ars per definire i contorni di due importanti disegni di legge che dovrebbero sostituire e sanare alcune norme della Finanziaria impugnate dal Commissario dello Stato.

Così, tutto slitta a giovedì. E, come è evidente, l'eventuale nomina di Armao coinciderebbe con l'uscita dal governo dell'assessore all'Economia. "Se, per esempio, un grande avvocato - s'è lasciato sfuggire pochi giorni fa il presidente della Regione Raffaele Lombardo - dovesse ricevere un'offerta per un bel lavoro, che lo soddisfa, non vedo perché non dovrebbe decidere di lasciare la giunta. Eventualmente, troveremo il sostituto". Il riferimento all'avvocato Armao era fin troppo evidente, così come noto è anche il nome del più accreditato sostituto dell'assessore all'Economia. Che in queste ore siede proprio con lui attorno al tavolo della commissione Bilancio: si tratta di Riccardo Savona, leader del Movimento popolare siciliano e presidente della seconda Commissione all'Ars.

La data di giovedì, così, potrebbe coincidere con l'avvio del "domino" che si tradurrà in un rimpasto che potrebbe risultare meno contenuto del previsto. E che dovrebbe concludersi comunque entro questa settimana. Oltre ai due nuovi assessori da nominare, al Territorio (per sostituire il dimissionario Di Betta) e al Lavoro (retto ancora ad interim da Lombardo, dopo l'addio di Piraino), sembrano pronti a lasciare, appunto, Gaetano Armao ed Elio D'Antrassi all'agricoltura (al suo posto potrebbe arrivare Carmelo Lo Monte). Ma potrebbero seguirli presto anche altri colleghi in giunta come Giosuè Marino e Marco Venturi, che, secondo voci ricorrenti, avrebbero espresso il proprio imbarazzo per la vicenda giudiziaria del presidente della Regione. E se l'assessore all'Energia ha disertato ieri la giunta di governo e da tempo si è un po' “eclissato”, l'assessore alle Attività produttive nei prossimi due giorni volerà a Roma per partecipare alla presentazione del nuovo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Venturi, però, tra i due sarebbe quello meno convinto di lasciare, anche perché intenzionato ad accompagnare la realizzazione della riforma da lui fortemente voluta, quella delle Asi, che nei mesi scorsi lo aveva persino portato a un passo dalle dimissioni.

Dimissioni che, come detto, potrebbero arrivare comunque, in concomitanza con la "nuova puntata" della vicenda giudiziaria che coinvolge il presidente della Regione. Il 24 maggio, infatti, è il giorno dell'udienza per l'imputazione coatta con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Il 24 maggio, giovedì, appunto. Il giorno in cui parte il nuovo restyling del governo Lombardo.


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