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"Per il Pd rischio logoramento"

Lumia e Cracolici, rilancio:
"Votiamo anche subito"


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“Crediamo che sia necessario indicare immediatamente la data del voto, ad ottobre se non addirittura prima”. Adesso, una parte del Pd mette fretta al presidente Raffaele Lombardo. E lo fa con una lettera aperta del capogruppo all'Ars Antonello Cracolici (nella foto) e del senatore Beppe Lumia, pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

Una lettera nella quale viene messo nero su bianco, quello che in realtà era già stato esplicitato in vari modi. Ad esempio, il cosiddetto “rischio logoramento” al quale potrebbe andare incontro anche il Pd in seguito alla vicenda giudiziaria che ha investito il governatore: “Crediamo – scrivono Cracolici e Lumia – che anche Lombardo debba fare la sua parte: se davvero tiene al percorso che abbiamo iniziato, faccia un passo indietro per impedire che la sua vicenda giudiziaria logori o addirittura interrompa il processo riformista che sta liberando la Sicilia”.

Un passaggio, quest'ultimo, che probabilmente non farà contento Lombardo, che nelle settimane scorse si era premurato di precisare come la decisione di andare alle elezioni anticipate fosse dettata esclusivamente da motivazioni politiche: quelle di evitare la contemporaneità con le elezioni nazionali, i cui effetti avrebbero condizionato anche il voto siciliano.
Ma i democratici, in questo caso aggirano l'ipocrisia. Le accuse al governatore sono pesanti, e il procedimento potrebbe allungarsi, producendo danni anche agli alleati: “Dobbiamo essere onesti – hanno proseguito Cracolici e Lumia – questo rischio c'è:”.
Insomma, elezioni prima possibile. Con chi? Da questo punto di vista i due esponenti del Pd pensano “a una coalizione che metta insieme le forze migliori del centrosinistra che hanno preso le distanze, non solo a parole, dal sistema di potere che per troppi anni ha soffocato la Sicilia”.

Un potere che il Pd, soprattutto grazie all'attività dei deputati all'Ars, sottolineano Cracolici e Lumia ha “fatto esplodere le contraddizioni del centrodestra”, e ha “intrapreso la strada più difficile ma sicuramente più utile”.
“Probabilmente – ammettono – sarebbe stato più conveniente, anche sul piano personale, fare come qualcuno ha sempre fatto: un'opposizione 'dura e pura', di semplice denuncia del malgoverno del centrodestra, con la consapevolezza che alle elezioni successive il risultato non sarebbe cambiato”.

Adesso, però, il Pd chiede uno scatto in avanti, suggerendo un passo indietro: “Bisogna chiudere definitivamente questa fase – scrivono – e aprirne un'altra per portare a termine le riforme già fatte e al tempo stesso avviarne di nuove”.
Attraverso il passaggio delle urne, ovviamente. Perché l'invito di Cracolici e Lumia a “far presto” potrebbe tradursi anche con l'idea di dimissioni-lampo del governatore. Magari subito dopo il ballottaggio. Un'idea che non piace agli altri alleati (Fli soprattutto), e che si scontrerebbe con l'idea di operare quel mini-rimpasto già avviato dalle dimissioni di Di Betta.
Dimissioni-lampo, che giungano tra la fine dei ballottaggi e l'assemblea del Pd del  27 maggio. Potrebbe essere questa la richiesta di una parte del Pd. Che accelera ulteriormente i tempi dettati appena 48 ore fa proprio da uno degli autori della lettera, Beppe Lumia: “Al voto a ottobre”, aveva detto. “Anche prima, se possibile”, aggiunge oggi.


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