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I fondi della Margherita

Lusi: "A Bianco 5.500 euro al mese"
La replica: "Tutto alla luce del sole"


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L'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, ha parlato di fronte alla Giunta delle immunità di palazzo Madama. E ha rivelato come venivano distribuiti i soldi della cassa dei Dl. Parla di Francesco Rutelli, di Renzi ma anche di Enzo Bianco. Secondo quanto riporta "la Repubblica", al senatore catanese del Pd sarebbe stato versato un mensile di 3.000 euro, poi passato a 5.500. A una società di Catania che sarebbe legata al marito della segretaria di Bianco sarebbero stati pagati circa 150 mila euro, erogati tra il 2009 e il 2011.

La replica di Bianco. "L’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi - replica Bianco - ha ribadito in Senato quanto già ampiamente diffuso attraverso i giornali, con malcelato scopo intimidatorio, il 3 e il 9 marzo scorsi. E cioè che, con le risorse del partito venivano finanziate attività politiche, come è normale che sia". Insomma, per l'ex sindaco di Catania sarebbe tutto lecito: "Nel percorso che porta alla liquidazione della Margherita, infatti, sono stati incentivati esodi, e il personale dipendente che lavorava per me è stato opportunamente sostituito da contratti di collaborazione e di prestazione di servizi - prosegue il politico catanese -. In modo assolutamente trasparente, con accrediti bancari, in forza di regolari contratti le cui spese sono documentabili sino all'ultimo centesimo, si è proceduto in questa direzione". Per Bianco, "tanto gli accrediti quanto le fatture - passate attraverso una società che ha un regolare contratto con la Margherita per la fornitura di servizi in questione - erano riferite a retribuzione di collaboratori, affitto di sedi, stampa dei manifesti, organizzazione di convegni, pubblicità nei giornali. Attività, per un soggetto politico, non solo lecite, ma doverose. Io non ho trattenuto un solo centesimo, e se Lusi o chiunque altro afferma il contrario, lo trascinerò in tribunale". Secondo Bianco, insomma, "tutto è stato fatto alla luce del sole, come è nella mia storia e nella mia tradizione politica. Cercare di distrarre l'attenzione dalle malversazioni messe in atto da Lusi o peggio ancora di intimidire (come hanno affermato con grande chiarezza la Procura di Roma e il giudice delle indagini preliminari), suscita in me un  sentimento di profonda indignazione".


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