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Mafia, l'ex reggente della famiglia etnea

Catania trema: si pente Santo La Causa


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Adesso Catania trema. L'ex reggente di Cosa nostra Santo La Causa si è pentito già da qualche tempo ma la notizia della collaborazione con la giustizia è stata confermata soltanto adesso. Secondo alcune indiscrezioni, il boss Santo La Causa, avrebbe già reso importanti dichiarazioni all'attenzione della magistratura e potrebbe fornire agli inquirenti indicazioni notevoli sui rapporti tra colletti bianchi e mafia a Catania. Ma soprattutto, Santo La Causa rappresenta la principale fonte autorevole che potrebbe confermare determinati rapporti tra mafia e politica a cavallo delle politiche e regionali del 2008 sino ad arrivare alle europee del 2009.

Condannato per associazione mafiosa nel 2001 e successivamente per estorsione aggravata, Santo La Causa è divenuto latitante nel 2007 dopo l'ordinanza di custodia cautelare a suo carico per associazione mafiosa emessa nel procedimento "Plutone". Secondo il collaboratore Ignazio Barbagallo: “L'ultima parola sulle questioni importanti spettava a Santo La Causa”.

Salvatore Torrente il 15 maggio 2009 ha indicato La Causa quale reggente dell'organizzazione catanese mentre Gaspare Pulizzi, interrogato il 15 febbraio 2008 ha riferito che Enzo Aiello e Angelo Santapaola avevano preannunciato la presenza, per un incontro successivo, di un uomo d'onore della famiglia catanese di Cosa Nostra di nome “Santo”.

Nel periodo indicato dal collaborante, compreso fra il gennaio 2007 e il settembre dello stesso anno Santo La Causa era uno degli uomini più vicini al boss Vincenzo Aiello, quello che è stato intercettato dai Ros mentre rivendicava il sostegno della famiglia Santapaola all'Mpa di Raffaele Lombardo.


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