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La lettera dei revisori

Catania, "pasticcio" sul bilancio
Chiesto l'intervento della Corte dei Conti


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L'ultima grana per il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli (nella foto)  arriva dritta dritta dai revisori dei Conti del Comune che amministra. Stanchi di attendere la ricezione di importanti atti relativi al bilancio 2011, Natale Strano, Calogero Cittadino e Massimiliano Lo Certo hanno deciso di scrivere alla Corte dei Conti.

Il ragioniere generale Giorgio Santonocito “non ha fornito - si legge nella documentazione in possesso di Livesicilia - i debiti fuori bilancio e l'inventario dei beni”, ma anche e soprattutto “i debiti fuori bilancio sono contenuti in un documento di solo sette righe”. In pratica, quello che i revisori dei Conti non dicono esplicitamente è che sarebbe a rischio la tenuta del bilancio. E non è poco in un Comune che sostiene di essere uscito dal rischio dissesto non dichiarandolo anche dopo la condanna degli ex amministratori e di alcuni politici che avrebbero in passato falsificato il bilancio con entrate gonfiate non riscuotibili.

Al centro del rapporto tra Revisori dei Conti e ragioneria generale ci sarebbe uno scambio infuocato di comunicazioni. Santonocito ha tentato di giustificarsi sostenendo che “il bilancio consuntivo 2011 non è ancora stato esitato dalla giunta municipale proprio per le difficoltà rappresentate da diverse direzioni nell'operazione di riaccertamento dei residui attivi e passivi che, anche per effetto della recente rotazione delle Direzioni e dei Servizi, hanno remorato fino a pochi giorni fa la trasmissione degli elenchi dei residui”. E ancora, continua Santonocito: “i residui non potevano essere trasmessi per il semplice fatto che non erano ancora disponibili”. I guai sarebbero arrivati dopo questo scambio di comunicazioni, quando i documenti richiesti dai revisori, sono stati “trasmessi”.

Di che si tratta? “Niente inventario dei beni comunali”, documento di fondamentale importanza, sottolineano i Revisori dei Conti. “Residui attivi e passivi consegnati in parte” e, a chiudere, “debiti fuori bilancio contenuti in un documento di sette righe”. Quanto basta per fare salire la temperatura in municipio e fare tornare lo spettro dell'esistenza di un possibile buco di bilancio visto che l'equilibrio si accerta sulla base dei residui attivi e passivi. Appunto, quelli che oggi mancano.


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