Live Sicilia

Nel Catanese

Figlio uccide i genitori e si suicida
Tragedia ad Aci Sant'Antonio


Articolo letto 1.342 volte
VOTA
0/5
0 voti

aci sant'antonio, famiglia Gagliardo, omicidio suicidio, Catania, Cronaca
E' un omicidio-suicidio figlio della disperazione quello avvenuto nel Catanese, a Aci Sant' Antonio, dove Luigi Gagliardo, 38 anni, ha assassinato a coltellate gli anziani genitori, entrambi 80enni, Antonio Gagliardio e Rosa Amoroso. La tragedia è avvenuta nella casa dove i tre vivevano, in un palazzo vecchio e scuro alla periferia del paesino alle pendici dell'Etna.

Luigi Gagliardo, in passato condannato in un processo alla mafia agrigentina, ma da tempo fuori dal 'giro', era senza un' occupazione e abitava ancora con il padre e la madre, che insieme mettevano insieme 900 euro al mese di pensione, ma che pagavano l'affitto per la casa e sostenevano anche il figlio. Viveva la condizione di avere un fratello pentito e un altro ex sottufficiale dell'Arma. Tra l'omicida e i suoi genitori non c'erano stati in passato, secondo quanto si è appreso, dissapori violenti o contrasti. Per questo la testi privilegiata è quella di un raptus di follia.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l'uomo avrebbe accoltellato prima la madre, casalinga, poi il padre, ex operaio di una cava in pensione, che era ipovedente e non ci sentiva bene. Quindi avrebbe messo sui corpi una coperta. Dopo il duplice omicidio Luigi Gagliardo decide di togliersi la vita, ma il suicidio avviene diverse ore dopo. L'uomo ha preso una bombola del gas, ha aperto la valvola, si é steso sul divano e si portato alla bocca il tubo di gomma, iniziando a respirare Gpl e chiudendosi la testa dentro una busta di plastica. La morte è giunta per soffocamento.

A scoprire la tragedia è stato uno dei fratelli della vittima, un ex brigadiere dei carabinieri in congedo, una persona conosciuta e stimata nell'Arma, che si era recato a trovare i genitori, che abitavano nella stessa zona. Non avendo risposta e non potendo entrare nell'abitazione, che era chiusa a chiave dall'interno, ha chiesto ad alcuni operai che stavano lavorando su una impalcatura posta sulla facciata del palazzo di spingere l'anta di una finestra per entrare nell'appartamento. Dopo aver visto la scena ha dato l'allarme chiamando i suoi ex colleghi con una telefonata al 112.

Per gli investigatori non ci sono dubbi sulla dimanica del duplice omicidio seguito dal suicidio. Anche se resta ancora non chiarito il movente, che potrebbe essere legato a un momento di depressione di Luigi Gagliardo. Questo nonostante l'uomo abbia un fratello, Ignazio, collaboratore di giustizia, e in passato lui stesso sia stato condannato a 4 anni e tre mesi di reclusione nell'ambito del processo antimafia 'Domino 2' alle cosche Agrigentine. La sentenza, emessa nel marzo del 2009 dalla Corte d'appello di Agrigento, è divenuta definitiva nel febbraio del 2010 come deciso dalla Cassazione. Nello stesso processo è stato condannato a 9 anni e 10 mesi di reclusione anche suo fratello Ignazio, che era imputato in qualità di 'pentito'. Le indagini sulla tragedia sono state eseguite dai carabinieri della compagnia di Acireale e del comando provinciale di Catania.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php