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Intervista all'assessore Armao

"Basta con l'ingerenza del Commissario
È in gioco l'autonomia della Sicilia"


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armao, commissario dello stato, impugnativa, lombardo, mutuo, Politica
Il governo non ci sta. E stavolta ha deciso di reagire. E di andare, di fatto, allo scontro con lo Stato. Col Commissario dello Stato, per la precisione, che secondo l'assessore Gaetano Armao rischia di “paralizzare la Sicilia”, di limitarne l'autonomia, di creare danni ai siciliani.

Assessore, nuova impugnativa. Che farete adesso?
"Lo ha già detto il presidente Lombardo. Se la legge approvata dall'Ars sarà promulgata e pubblicata, potremo contrastare il ricorso del Commissariato dello Stato di fronte alla Corte costituzionale".

In pratica, è guerra. Già qualche giorno fa alcuni deputati della maggioranza avevano parlato di un'ingerenza eccessiva del Commissario sull'attività legislativa e di governo.
“Io credo sia il tempo che dalle mere tesi censorie si passi alle decisioni della Corte costituzionale, l’unica che può giudicare la legittimità delle leggi del Parlamento siciliano”.

Cosa non vi convince dell'impugnativa del Commissario?
“È a dir poco singolare, ad esempio, che le identiche voci ritenute reiteratamente 'spese per investimenti' dal Cipe (presieduto dal Presidente del Consiglio), dalla Cassa depositi e prestiti (controllata dal Ministero dell'Economia che le ha finanziate negli ultimi due anni), voci di spesa contenute nei bilanci sottoposti alla parificazione ed al controllo contabile della Corte dei conti di tutti gli scorsi anni, voci mai impugnate prima da parte dello stesso Commissariato, oggi appaiano di dubbia legittimità.

Eppure sembrava che i contatti, i rapporti tra voi del governo e Aronica fossero fitti. “Proficui” dicevate qualche settimana fa.
“È  vero. Per oltre sei mesi i documenti contabili per il 2012 sono stati trasmessi all'organo dello Stato che mai ha chiesto chiarimenti in merito, neanche a livello informale. La questione evidentemente assume aspetti che tracimano le valutazioni giuridiche”.

Insomma, voi ritenete l'azione del Commissario troppo dura, rispetto anche al passato.
“Guardi, di fronte nel bilancio come appena approvato, viene riportata la spesa corrente ai livelli del 2000, raddoppiando gli investimenti, rispettando la riduzione spesa di1,3 miliardi imposta dal patto di stabilita' nazionale. Va ricordato invece che dal 2000 al 2008 la spesa era invece cresciuta dell'80%..... e senza ostacoli di sorta, in quel caso, da parte dello Stato”.

Lei insomma ritiene un po' “invadente”, oggi, la presenza del Commissario dello Stato.
“Io ho il massimo rispetto nei confronti del Commissario. Ma credo anche sia giunto il momento di eliminare un controllo di costituzionalità basato sulla censura preventiva, spesso apodittica, operata dalle strutture governative, che pone la Sicilia al di sotto di tutte le altre Regioni per livello di autonomia, per le quali l'impugnazione non paralizza la legislazione”.

Quindi lei ritiene che il ruolo del Commissario vada notevolmente ridimensionato
“La procedura di verifica da parte del Commissario si giustificava esclusivamente con l'esistenza, in passato, dell'Alta Corte, venuta meno la quale, credo sia giunto il momento di smantellare senza ulteriore indugio il potere di veto, dando così alla Sicilia un controllo analogo e non deteriore rispetto a quello delle altre Regioni”.

Nella pratica, però, cosa succederà?
“Adesso nulla. La legge verrà promulgata, e ce la vedremo di fronte alla Consulta. Sarebbe stato molto penalizzante, infatti, ad esempio, la limitazione sulla compartecipazione alla spesa dei Fondi europei, che avrebbe paralizzato la Sicilia”.

Ma c'è già chi parla di fallimento, di nuovo grave ko del governo. In tanti chiedono le dimissioni sue e del presidente Lombardo.
“Io invece mi auguro che tutte le forze politiche comprendano che in gioco c'è l'autonomia regionale, che è valore intangibile, e che non si lascino tentare da speculazione elettorali, purtroppo facilmente individuabili".


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