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L'appello della Procura

Processo per i parcheggi catanesi
Ecco i nuovi quesiti dei pm


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Parcheggi per l'emergenza traffico trasformati in centro commerciale, mancanza di requisiti di alcune imprese vincitrici. In primo grado il processo nato dalla gestione commissariale dell'Ufficio Speciale con poteri e fondi di protezione civile, si è concluso con l'assoluzione degli imputati. La procura ha fatto appello e adesso sono stati posti nuovi quesiti per valutare l'eventuale sussistenza di reati nella scelta dei progetti di finanza a partire da quelli aggiudicati al raggruppamento guidato dall'imprenditore Ennio Virlinzi.

Secondo i periti del tribunale, l'operato del commissario Umberto Scapagnini, medico di Silvio Berlusconi, sarebbe stato corretto sotto il profilo tecnico, ma la perizia è stata contestata dal pm Giuseppe Gennaro, anche perché tra i firmatari c'era l'ingegnere Guido Moutier, già candidato per Forza Italia alla presidenza della provincia di Lucca.

I nuovi quesiti
La Procura adesso vuole sapere: “Se le procedure per la scelta del promotore e successivamente del concessionario nei quattro progetti di finanza per cui è processo siano state conformi alle norme di legge e di regolamento che all’epoca dei fatti disciplinavano la materia, tenuto anche conto dei poteri di deroga conferiti al Sindaco di Catania, quale Commissario Straordinario per il rischio sismico e l’emergenza traffico, all’art 2 della OPCM (Ordinanza Presidenza Consiglio Ministri, ndr) nr. 3259 del dicembre 2002; se i progetti elaborati e presentati dalle imprese concorrenti alla gara per la scelta del promotore possedevano i requisiti di economicità prescritti dalla legge e se dette imprese offrivano adeguate garanzie finanziarie per la successiva realizzazione dell’opera, effettuando partitamente la valutazione comparativa della convenienza economico-reddituale; se le modifiche progettuali pattuite successivamente alla concessione per i parcheggi Europa e Lupo abbiano comportato una modifica sostanziale dell’opera pubblica, tale da rendere necessaria una riapertura della gara per la tutela della par condicio con altri concorrenti anche potenzialmente interessati alla realizzazione dell’opera; se le modifiche progettuali per i parcheggi Europa e Lupo possano avere comportato un danno per il Comune di Catania di Catania ovvero un ingiusto vantaggio patrimoniale per le imprese conseguenziale alla diversa redditività delle botteghe commerciali rispetto alla gestione degli stalli di superficie; se possa considerarsi conforme alla normativa in tema di finanza di progetto, nonché alla tutela della par condicio tra i partecipanti alla gara, anche potenziali, con riferimento al parcheggio Asiago, la modifica del sito di realizzazione effettuata dal promotore, rispetto a quello previsto nella fase prodromica, con il progetto esecutivo oggetto della gara ad evidenza pubblica per la assegnazione della concessione, e se tale modifica abbia potuto comportare un danno per l’ente pubblico ovvero un vantaggio patrimoniale ulteriore ed indebito per i promotori, nel caso in cui risultassero comunque aggiudicatari; se, per il parcheggio Verga, sia stata assegnata dal Commissario Straordinario e dal Responsabile Unico del Procedimento alla impresa aggiudicataria, in violazione dell’ art. 832 codice civile, un’area pubblica appartenente in parte al demanio dello Stato e della quale il Comune di Catania non aveva la disponibilità”.

Le prossime tappe del processo. Tempi stretti per dipanare la matassa, la prossima udienza si svolgerà il 4 maggio, a poco più di un anno dalla sentenza di primo grado che ha assolto dall'accusa di abuso d'ufficio l'On. Umberto Scapagnini, l'Ing. Tuccio D'Urso, direttore dell'Ufficio Speciale, Mario Arena, Salvatore Fiore e Giovanni Laganà, componenti della commissione di valutazione, e gli imprenditori Mimmo e Sebastiano Costanzo ed Ennio Virlinzi.

Altro problema invece è rappresentato dalla rendicontazione delle spese effettuate. Secondo l'ex assessore all'Urbanistica del Comune di Catania, Pippo Arcidiacono, intervistato da “S” nel mese di marzo 2011, esisterebbe un debito di 25 milioni di euro per espropri e parcelle non saldate. Sarebbe questa l'eredità dei poteri speciali berlusconiani per le casse già disastrate del Comune di Catania.


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