Live Sicilia

Ars. Mancuso: "Aboliamo la tabella H"

Cascio: "Lombardo? Deve ringraziarmi"
Cracolici: "Non governi il Commissario"


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E adesso c’è chi pensa ad abolirla. La situazione della finanziaria siciliana, drammaticamente fotografata da una impugnativa “pesante come mai in passato”, sta spingendo il governo e l’Assemblea regionale a cercare le soluzione per dare una copertura finanziaria alle voci cassate dal Commissario Aronica proprio per la mancata indicazione delle somme utili a sorreggere la spesa. E un’idea, avanzata da alcuni esponenti opposizione, è quella di abolire in toto la cosiddetta “ex Tabella h”.

In particolare, i temi sul tappeto sono due: e riguardano oltre al mutuo da 558 milioni, bocciato dal Commissario, anche la questione dell’accantonamento negativo da 192 milioni. E se nel primo caso si troverà una soluzione attraverso una migliore specificazione, prevista in uno dei tre ddl che l'Aula sta approntando, dei capitoli del bilancio che verranno finanziati dal mutuo (e si tratterà in particolare di investimenti per lo sviluppo), preoccupa di più la possibile trasformazione dell’accantonamento negativo in un vero e proprio taglio.

In particolare, il taglio potrebbe far saltare i 75 milioni di euro destinati ai comuni (e per qualcuno di questi comuni, sembra non così distante il rischio default), e i fondi destinati ai trasporti e alle isole minori. E anche, a dire il vero, i dodici milioni “congelati” per la tabella H.

Ma proprio in mattinata, mentre la giunta stava terminando di scrivere i disegni di legge, c’è chi lancia un’idea che somiglia a una provocazione: “Aboliamo – ha detto Fabio Mancuso, del Pdl – la tabella H  interamente. Servono soldi, e invece di pensare a nuovi accorgimenti che potrebbero essere nuovamente impugnati dal Commissario, cominciamo con eliminare queste spese”. Spese che, per il 2012 ammonterebbero a 33 milioni di euro. “Si tratta – puntualizza però Antonello Cracolici – di una quota minuscola di un bilancio da 24 miliardi. E poi, dentro quella tabella ci sono associazione di grande valore. Pensiamo ad oggi – aggiunge – abbiamo assistito alla commemorazione di Pio La Torre. La fondazione a lui dedicata è finanziata anche dalla tabella h”. E la posizione di Cracolici è in sintonia con quella del presidente Francesco Cascio: “Quest’anno, i soldi per la tabella H sono stati di molto ridotti. E non dimentichiamo che tra gli enti beneficiari ci sono le associazioni per portatori di handicap, per i ciechi, per le società sportive, e ancora, per i grandi teatri, l’orchestra sinfonica, la fondazione Federico II, il Corecom. Io, a dire il vero, mi chiedo come faranno a pagare gli stipendi”. Insomma, le “porcate” indicate ieri dal presidente dell'Ars non sono queste: “Mi riferivo ad almeno sei sette casi in cui – precisa Cascio – in una pagina della Finanziaria si scriveva che un palazzo è verde e qualche pagina dopo, che quello stesso palazzo è rosso. Norme che si contraddicevano a vicenda”.

Ma le parole di Cascio non sono piaciute a Lombardo, che ha sottolineato la scarsa imparzialità del presidente dell’Ars: “Questo proprio non può dirmelo – replica Cascio – mi sembra una reazione che manifesta nervosismo. Se davvero non fossi stato imparziale, - ha aggiunto - in questi anni il governo Lombardo sarebbe caduto in Aula quaranta volte”.

Questo il clima in un’Aula che oggi, attraverso un ordine del giorno, autorizzerà il governo a pubblicare bilancio e Finanziaria senza le parti impugnate. Il resto, come detto, confluirà in quattro disegni di legge. Dopo l'apertura della sessione, i deputati si sono dati appuntamento nel pomeriggio.

“Lo scoglio da superare – ha precisato Cascio – è la pubblicazione del bilancio” ed evitare così lo scioglimento dell’Ars. Un’ipotesi nemmeno presa in considerazione dal capogruppo del Pd Antonello Cracolici: “Il bilancio – spiega – è costituito da tre tipi di spese: obbligatorie, obbligate e facoltative. Per quelle obbligatorie il bilancio è solido e quadrato, non c’è alcun problema”. Quelle obbligate? “Sono quelle che il governo ‘non è tenuto’ a erogare. Mi riferisco, ad esempio, a quelle riguardanti i forestali, gli enti locali, i dipendenti dell’Eas. Ma anche in questo caso stiamo cercando una soluzione”.

Una soluzione, tra le macerie lasciate da un’impugnativa che ha polverizzato la Finanziaria: “Io difendo – ha detto Cracolici – l’importanza del ruolo del Commissario dello Stato, ma in alcuni casi la sua impugnativa non mi ha convinto. Troppo spesso – ha spiegato Cracolici – Aronica ha usato, nell’impugnare le norme, la categoria dell’’irragionevolezza’. E si tratta pur sempre di un’opinione. Non dobbiamo correre il rischio, insomma, - ha concluso – che la Sicilia finisca per essere governata dal Commissario”.


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