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La sentenza della Cassazione

Lapis, resta a Roma l'indagine per riciclaggio

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cassazione, gianni lapis, inchiesta, riciclaggio, Cronaca
Resta a Roma l'inchiesta sul presunto riciclaggio da 60 milioni di dollari in cui è indagato anche il tributarista Gianni Lapis: la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta dalla Procura di Palermo contro la decisione del tribunale del riesame del capoluogo siciliano di trasmettere il fascicolo ai pm della Capitale per competenza. A dicembre scorso i giudici palermitani, pur confermando le ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti degli indagati, si dichiararono incompetenti e ordinarono la trasmissione dell'indagine a Roma dove, secondo il collegio, sarebbero stati commessi i reati contestati più gravi. L'inchiesta verte sulla scoperta di una organizzazione che riciclava decine di milioni di dollari americani di provenienza illecita. La 'mente' sarebbe stata il tributarista Gianni Lapis, difeso dagli avvocati Franco Messina e Enzo Musco, accusato come gli altri 5 arrestati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro in divisa estera. In sostanza l' organizzazione secondo i magistrati, cambiava soldi di dubbia provenienza in euro praticando uno sconto del 15%, quindi ad un tasso molto favorevole. Tutto questo esercitando abusivamente la professione di intermediario finanziario, aggirando il circuito bancario ed eludendo le norme sulla tracciabilità delle operazioni finanziarie. L'inchiesta, che ha potuto contare su intercettazioni telefoniche e ambientali, si è sviluppata anche grazie a un agente sotto copertura infiltrato nell'organizzazione. Dopo lo spostamento del fascicolo a Roma il gup della Capitale ha disposto per Lapis prima i domiciliari, poi la scarcerazione lasciando come unica misura a carico del tributarista l'obbligo di firma.


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