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RAFFAELE LOMBARDO A TUTTO CAMPO

"Nessun passo indietro
dopo l'udienza preliminare"


elezioni, lombardo, sicilia, Politica
'Tra l'8 e il 10 maggio, state certi, non ci saranno ne' passi avanti ne' passi indietro''. Lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, sull'ipotesi di sue dimissioni anticipate, sottolineando pero' ''l'importanza che le elezioni nell'isola non coincidano con quelle nazionali''. Il 9 maggio prossimo e' fissata l'udienza preliminare per la richiesta coatta di rinvio a giudizio per concorso esterno all'associazione mafiosa avanzata dalla Procura di Catania nei suoi confronti e di suo fratello Angelo, deputato nazionale del Movimento per le autonomie.

''Per questo progetto autonomista e riformista di riforme radicali che abbiamo portato avanti - ha aggiunto il governatore - di cui ci si rendera' conto perche' saranno oggetto del confronto elettorale, e' fondamentale che le elezioni regionali non coincidano con le politiche. Se coincidessero - ha spiegato il leader del Mpa - le alleanze e gli accordi delle politiche sarebbero calati automaticamente sulle elezioni regionali. Gli schieramenti, insomma, la destra, la sinistra, prevarrebbero. Se invece questo tempo sara' diverso - ha concluso il presidente Raffaele Lombardo - io credo che si potra' realizzare una grande alleanza di quanti in questi quattro anni hanno cambiato in maniera profonda e radicale il modo di essere della Regione''.

Per le Regionali in Sicilia ''e' possibile che si vada a votare in autunno se per le politiche si vota nella prossima primavera. Se invece il quadro politico nazionale dovesse deteriorarsi e fare saltare il governo e quindi votare ad ottobre, in questo caso voteremmo sei mesi dopo, noi'', ha aggiunto Lombardo.

E sul partito della Nazione proposta da Casini, Lombardo ha spiegato: ''La cosa mi interessa molto poco'' e, comunque, ''noi non ci saremo''. ''Sono stato nel partito di Pier Ferdinando Casini - ha aggiunto il leader del Mpa a margine di un convegno a Catania sulle donne in Sicilia - che negli anni ha cambiato nome piu' volte. Da questo partito sono state cacciate, per impossibilita' di viverci liberamente e poter fare politica liberamente, uomini come Tabacci, Follini e D'Antoni, oltre al sottoscritto''. ''E' molto complicato stare la' dentro - ha concluso Lombardo - e la cosa mi interessa, poco o niente. Certo, noi non ci saremo''.

''Che l'idea di lavorare per un partito della nazione non convinca il presidente Lombardo e' per noi motivo di autentico sollievo. Sarebbe stato abbastanza imbarazzante ritrovarsi insieme''. Lo dichiara Gianpiero D'Alia, presidente dei senatori dell'Udc e segretario regionale Udc Sicilia.


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