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La norma passa al Senato

Riduzione dei deputati, c'è il primo sì
Si accelera verso le elezioni anticipate?

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ars, lombardo, riduzione deputati, senato, taglia deputati, Politica
Prima la fissazione dell'udienza preliminare sul procedimento a carico del Presidente delle Regione, adesso il “via” ufficiale all'iter di riduzione del numero dei parlamentari regionali, con la prima approvazione al Senato. Due notizie, che nel giro di una decina di giorni, possono cambiare gli equilibri e il “morale” all'interno dell'Assemblea.

È suonata, infatti, oggi a Palazzo Madama, la campanella dell'ultimo giro. È scattato il conto alla rovescia. Se non si andrà a elezioni anticipate (molto anticipate, a questo punto), si andrà a votare per eleggere un'Ars con venti deputati in meno. Per molti, una mezza tragedia. Specie nelle province piccole, dove gli spazi si limiterebbero fortemente. La revisione costituzionale è passata al Senato con il consenso di tutti i gruppi parlamentari. La riforma ridurrà, come detto, il numero dei componenti dei Consigli di Sardegna, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Per l'assemblea siciliana, come è noto, la riduzione porterà i parlamentari da 90 a 70.

Così, se già la situazione giudiziaria del governatore ha destato le reazioni anche degli alleati, alcuni dei quali, più o meno palesemente, ormai chiedono a Lombardo di farsi da parte, la notizia dell'approvazione al Senato del ddl taglia-deputati, potrebbe ampliare la “lobby pro-elezioni”, pescando in maniera trasversale tra i partiti.

Insomma, diventa ormai tutta una questione di tempi. Le elezioni, Statuto alla mano, possono essere indette novanta giorni dopo le eventuali dimissioni del presidente della Regione. Così, sembra essere partita una specie di corsa a ostacoli. Da un lato, ecco l'udienza preliminare o l'eventualità del giudizio abbreviato. Dall'altra, il primo passaggio alla Camera, poi una pausa di tre mesi (e ci troveremmo già almeno a fine luglio), quindi il nuovo “doppio passaggio”. Che avverrà quasi certamente dopo l'estate. Magari a ottobre. Data per la quale si stanno preparando la maggior parte dei deputati. Che, però, devono fare conto con l'oste. Il governatore. Tra i più “fedeli”, però, difensori delle prerogative dello Statuto siciliano. Anche dove stabilisce che i deputati debbano essere novanta.


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