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L'intervista

Cascio: "Una buona Finanziaria
Ma ora il governo si muova"

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ars, finanziaria, Francesco Cascio, Politica
Presidente Francesco Cascio, che Finanziaria è quella votata nella notte dall'Ars?
“Alla fine credo che si possa definire una buona Finanziaria. Si tiene conto dell'esigenza dei contenimento dei conti, che non potevamo evitare, ma i sacrifici sono distribuiti equamente. E poi ci sono diverse misure utili, che potranno aiutare la crescita. Sempre che vengano attuate”.

Perché, teme che non lo saranno?
“La verità è che questo Parlamento ha fatto una mole di leggi gigantesca, che però non servono se il governo non le mette in pratica. Io mi auguro che il governo agisca subito, perché questa manovra potrebbe portare effetti benefici già in autunno. Penso per esempio alle norme sui confidi, sul fotovoltaico, a quelle relative all'agricoltura sollecitate dal movimento dei forconi, per le quali mi sono personalmente battuto. Trovo molto apprezzabile poi la norma che prevede il passaggio dei dipendenti della Fiera del Mediterraneo alla Resais. In questo modo si rendono nuovamente produttive queste unità di personale e si rispetta il loro desiderio di tornare a lavorare”.

I Comuni sono stati troppo penalizzati?
“Hanno subito tagli lineari, come tutti gli altri capitoli, purtroppo”.

Quelle somme in qualche modo accantonate in attesa di capire la sorte delle valorizzazioni immobiliari, secondo lei che destino avranno?
“Secondo me, poiché l'esito delle valorizzazioni si avrà a fine anno, quella riserva non inciderà su quest'anno. Ad ogni modo ovviamente mi auguro che la valorizzazione vada a buon fine”.

Con il voto delle amministrative alle porte e le Regionali che potrebbero incombere, c'era il rischio di votare una finanziaria elettorale. Si è concretizzato?
“Guardi, da noi si vota una volta all'anno. Secondo questo principio tutte le finanziarie dovrebbero essere elettorale. Oggettivamente, come si fa a dire chi è favorito da una manovra così complessa, che contiene più di cento norme?”.

Intanto si può dire che lo strumento “elettorale” per eccellenza, la Tabella H con le prebende a enti e associazioni, ha subito una sforbiciata. È un buon inizio?
“Diciamo che l'ex Tabella H ha avuto il taglio più consistente, il dieci per cento più un altro dieci vincolato alla valorizzazione degli immobili. E comunque, al di là delle semplificazioni giornalistiche, la verità è che all'interno della Tabella H, al netto di una piccola fetta di soggetti “politici”, che assorbono forse quattro milioni, per il resto ci si trovano cose che sfido chiunque a non finanziarie più: tutto lo sport, il sociale della regione, la ricerca. Dovremmo fare un maggiore sforzo di comunicazione su questa cosa”.

Almeno quest'anno non vi siete ridotti a votare il bilancio il primo maggio.
“E già questa è una buona cosa, no?”.


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