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La polemica

Confesercenti, sfiduciato Felice
Ma lui replica: "Violate le regole"


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, Catania, Cronaca
Chiede il commissariamento di Confesercenti Catania per il rischio di infiltrazioni mafiose, e viene sfiduciato. Accade a Palermo dove la presidenza della Confesercenti regionale siciliana ha votato la sfiducia al presidente Giovanni Felice, al quale, quindi, è stata revocata la carica di vertice. Alcuni dirigenti dell'associazione avevano presentato la mozione dopo che Felice aveva avanzato la sua richiesta sulla base delle intercettazioni contenute nell'inchiesta catanese "Iblis" tra il direttore provinciale Salvo Politino e il boss Rosario Di Dio.

Politino adesso si è autosospeso "al fine di tutelare l'immagine della Confesercenti e fare chiarezza sulla sua completa estraneità ai fatti contestati, per i quali ha sporto querela". In applicazione delle norme statutarie, subentra alla guida della Confesercenti siciliana il vice presidente vicario Vittorio Messina, presidente della Confesercenti provinciale di Agrigento, nonché presidente della Camera di commercio di Agrigento.

"La presidenza regionale riunitasi il 28 dicembre con all'ordine del giorno la mozione di sfiducia per essere valida doveva raggiungere un quorum di 43 voti. Questo quorum non è stato raggiunto perché rispetto ai 43 voti richiesti ne sono stati conseguiti 41. Qualcuno sta cercando di tramutare le intenzioni di voto, in voti reali contravvenendo a qualsiasi regola statutaria, normativa e civilistica". Lo afferma il presidente di Confesercenti Sicilia Giovanni Felice, smentendo la sua organizzazione che alle 13.30 aveva diffuso una nota che rendeva la notizia della sfiducia. Una vicenda surreale, in ordine alla quale prende posizione lo stesso numero uno dell'organizzazione. "Rispetto alla mia battaglia politica di moralizzazione di pezzi dell'organizzazione - continua Giovanni Felice - la vera novità è l'autosopensione del direttore di Catania Salvo Politino che ritengo significativa ma insufficiente. Non sto lottando per una poltrona. Sulla moralità non si va avanti a colpi di maggioranza e non ci si arrende se si è in minoranza. Davanti ad atti concreti che mettano in sicurezza da possibili infiltrazioni mafiose una realtà importante del sistema organizzativo Confesercenti, persistendo una situazione di blocco delle attività dell'organizzazione, non esiterò - conclude - a rimettere il mio mandato al di là dei cavilli burocratici. Sino a quando non si verificheranno queste condizioni porterò avanti la mia battaglia in nome della legalità con tutti i mezzi consentiti dalle norme in vigore".


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