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Lombardo e dintorni

Stato di massima crisi


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, Politica
Con tutto il rispetto per i lavoratori in ambasce, la storia delle stabilizzazioni somiglia un po' alla foto di Totò col megafono: un mero annuncio dal vago sapore elettorale. E' colpa del commissario dello Stato, se sono stati rilevati ostacoli e problemi? Davvero è colpa di un sindacato che avrebbe la forza di influenzare una istituzione tanto importante? (strana colpa la denuncia che non ossequia l'omertà). O non sarà colpa della politica che non si preoccupa di disseminare promesse, noncurante della loro effettiva realizzazione? Siamo davanti a una vicenda che ci racconta una volta di più la crisi della politica in Sicilia. Ogni soluzione diventa un problema, in un'agenda dal respiro corto che guarda al consenso spicciolo e sminuzzato, senza occuparsi di interessi concreti e generali di largo respiro.

A proposito di crisi, non è che il presidente Lombardo sia messo benissimo. Se la retromarcia dell'Udc non è una sceneggiata, siamo all'inizio del declino. I cosiddetti centristi sono bravissimi a fiutare il flusso del potere. Se abbandonano la nave, vuol dire che si approssima tempesta e che le leve del comando stanno per spostarsi. Con tutta la simpatia umana per il governatore in un frangente difficile, dire che si apre una nuova fase con ottimismo ricorda una celebre battuta di Woody Allen: gli ho dato una nasata sul pugno. Il detto giusto è un altro casomai: prima o poi incontri sempre qualcuno più democristiano di te.


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