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La rottura

Il documento dell'Udc:
"Maggioranza debole e poco coesa"


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Serviva un governo politico. Che sgombrasse il campo dai dubbi e dalle ambiguità all'interno della maggioranza di governo. Ma le risposte del presidente Lombardo sono state "insufficienti". E' questo il motivo principale che ha condotto l'Udc a uscire dall'esecutivo, con le dimissioni dell'assessore Piraino, che è stato però nominato presidente del coordinamento regionale del partito. Un coordinamento che ha raccolto in un documento le conclusioni del vertice di oggi.

E il testo inizia con la rivendicazione del contributo offerto al governo per la realizzazione di alcune importanti riforme: "Grazie al contributo determinante dell’Udc siciliano, - si legge - in un anno di collaborazione col governo della Regione, si sono realizzati alcuni fatti positivi in materia di Sanità, di trasparenza nella pubblica amministrazione, di acque e rifiuti, di sistema elettorale per gli Enti locali, di riorganizzazione delle Asi e di housing sociale".

Ma non è sufficiente: "Oggi, però, - prosegue infatti il documento - vi è bisogno di una fase politica nuova per affrontare le emergenze dettate dalla crisi economica e sociale che sta scuotendo il Paese, il Sud e la Sicilia in particolare. Per questo, un mese fa, abbiamo chiesto al presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, di trasformare l’alleanza parlamentare, che precariamente lo sostiene, in una maggioranza politica forte e coesa che attribuisca al Terzo polo un ruolo centrale. E’ questo passaggio ineludibile per realizzare quelle riforme utili a mettere in sicurezza i conti pubblici della Regione, garantendo crescita economica e sociale alla Sicilia, in sintonia con ciò che sta avvenendo a livello nazionale e per superare alcune rilevanti criticità riscontrate nell’azione dell’esecutivo regionale. Ad oggi le risposte che abbiamo avuto non sono sembrate all’altezza della gravità della situazione".
Per l'Udc, però, non era più il momento di temporeggiare: "Pur comprendendo, infatti, - viene spiegato nel documento - la complessità politica del momento e, soprattutto, del rapporto col Pd, che in Sicilia sta attraversando un periodo di profonde divisioni interne, ribadiamo che non si può restare fermi o, peggio ancora,  impantanati nelle difficoltà altrui".

Le conclusioni, quindi, non possono che essere queste: "L’Udc siciliano ritiene, pertanto, conclusa la collaborazione con questo governo regionale la cui maggioranza politica appare debole e poco coesa per affrontare con efficacia le dure prove che nel 2012 il Paese e la Regione saranno chiamate ad sostenere. Ringraziamo il presidente Lombardo per la leale collaborazione fin qui avuta e ringraziamo il professore Andrea Piraino per il lavoro svolto con professionalità nel delicato settore delle politiche familiari e sociali. Il coordinamento regionale dell’Udc, all’unanimità, dopo aver preso atto ed apprezzato  la sua scelta di rassegnare le dimissioni  da assessore regionale, lo ha eletto presidente perché intende continuare ad avvalersi della sua preziosa collaborazione".

(nella foto, Giulia Adamo)


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