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Il presidente Lombardo

"Nessun rimpasto subito
La Adamo non starnazzi..."


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“Nessun rimpasto entro la fine dell'anno”. Raffaele Lombardo spegne la sete di governo politico manifestata dall'Udc. Ma solo nell'immediato. Il governatore, infatti, ha precisato di “comprendere perfettamente le richieste dei centristi”. Una questione di numeri, in fondo. “È normale che un partito come l'Udc chieda un riequilibrio in giunta, visto che, ad esempio, rispetto a un alleato come Fli ha il doppio dei deputati (8 contro 4) e la metà degli assessori di riferimento (uno contro i due di area finiana)”.

Per la verità, al di là di una mera questione algebrica, oggi sono piovute sul governo Lombardo accuse assai più circostanziate da parte del capogruppo all'Ars dell'Udc, Giulia Adamo, che ha chiaramente parlato di possibile deriva clientelare dell'esecutivo e anche di assessori non del tutto efficienti (con una “menzione” speciale per quello alla Sanità, Massimo Russo). Sul punto, Lombardo ha dimostrato di non aver gradito affatto: “Se l'onorevole Adamo – ha detto infatti – continua a starnazzare di qua e di là, diventa tutto più difficile. Anche un possibile rimpasto”. Insomma, nervi tesi con gli alleati, anche se, precisa Lombardo: “A fronte di queste dichiarazioni che potrebbero indebolire l'alleanza, ce ne sono altre che la rafforzano”. Il riferimento rimane sibillino, ma l'impressione è che la questione del rimpasto sia più urgente di quanto si pensi. “Impossibile dare una scadenza – ha aggiunto Lombardo –  e ovviamente dovremo confrontarci tutti, compreso il Pd. Ma posso dire già oggi che, anche in caso di rimpasto, i possibili inserimenti in giunta riguarderanno comunque dei tecnici. Sarebbe 'fuori tempo', infatti, di fronte a un governo nazionale di tecnici, pensare in Sicilia di andare nella direzione opposta, quella di una giunta politica”.

Ma il clima all'interno della maggioranza non è sereno nemmeno sul versante Pd. Oltre alle divergenze sul ddl che riguardano il dimagrimento dei consigli provinciali e comunali (su questo punto, Lombardo ha smentito la rottura con Cracolici: “Solo delle diversità di opinioni. Ma ci siederemo e troveremo un accordo senza alcun problema”), sono arrivate le frecciate del vicecapogruppo dei democratici Roberto De Benedictis che ha parlato di “misero clientelismo” riguardo alla nomina di Sebastiano Dell’Albani, professione barbiere, a presidente dell’Autoporto di Melilli. “Mi risulta – ha replicato Lombardo -  che questa persona sia stata vicina al Pd e che adesso invece sia passata all'area politica rappresentata dall'onorevole Mario Bonomo. Insomma, Dell'Albani, quando era tra i democratici era considerato un politico, mentre quando ha deciso di avvicinarsi a un altro partito è tornato a essere un barbiere”.

Oltre a quello sugli enti locali, un altro ddl è stato al centro di forti polemiche: quello sulla stabilizzazione dei precari che dovrebbe “riaprire”, dopo tanti anni, ai concorsi alla Regione: “C'è il rischio – si chiede Lombardo - che in tanti provino a inserire nel ddl nuove categorie? Se ci mettiamo ad assecondare le spinte stabilizzatrici di chiunque, finisce che non stabilizziamo nessuno. Ricordiamoci infatti – ha precisato – che le norme vanno sottoposte a un giudizio di legittimità. Al momento le categorie previste sono quelle che sappiamo (i 750 di Arra, Arta e Protezione civile, ndr). Si tratta di persone che da anni sono in un regime di proroga, e se decidessero di adire le vie legali potrebbero finire per costare di più alla Regione, che in quel caso dovrebbe riconoscere loro anche la progressione di carriera”.

Lombardo, poi, è tornato ad affrontare il "nodo" delle elezioni comunali a Palermo, rispolverando il nome di “Francesco Musotto. È la nostra 'proposta interna'. Certo, l'obiettivo – ha aggiunto – è quello di trovare un nome che possa avere l'appoggio della stessa maggioranza che al momento governa la Regione. Gli altri nomi? Sempre quelli: Russo, Chinnici, Armao, ma anche altri che possano essere proposti dall'Udc, o da Fli”. Intanto, a proposito di Sala delle Lapidi, Lombardo ha presentato il “nuovo acquisto” del partito: si tratta del giovane consigliere comunale Francesco Scorza. Medico trentenne eletto con i Ds e “fulminato” sulla via dell'autonomia: “Credo che l'Mpa – ha detto Scorza - sia il luogo giusto per poter dare il mio contributo usando la mia testa. Questo partito, infatti privilegia la meritocrazia e respinge le vecchie pratiche clientelari”. Chissà cosa ne pensano gli “alleati” Adamo e De Benedictis.


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