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Il 6 febbraio

Lombardo dichiarato contumace
Il processo è stato aggiornato


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E' stato aggiornato al 6 febbraio il processo per reato elettorale al Presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo e a suo fratello Angelo, parlamentare nazionale del Movimento per le Autonomie. Per quella data il giudice della Quarta sezione penale del tribunale Monocratico di Catania deciderà sulla richiesta di ammissione come parte civile dell'associazione di consumatori 'Primo Consumo', che ha avuto il parere negativo della procura e dei colleggi di difesa. Il tribunale ha dichiarato contumaci i due imputati, che oggi non erano in Aula per impegni legati alla loro attività parlamentare. Nella prossima udienza, inoltre, la procura ha annunciato presenterà l'esame di imputati di reato connesso e ha chiesto quindi la calendarizzazione del procedimento per poter utilizzare la videoconferenza per la testimonianza di collaboratori di giustizia e una accelerazione dei tempi del processo per evitare la prescrizione del reato.

L'udienza è stata aperta dall'intervento del presidente Michele Fichera che ha reso noto un difetto di notifica della convocazione del processo a uno dei legali del presidente della Regione, l'avvocato Grazia Volo. La difesa del governatore Raffaele Lombardo non ha eccepito la nullità dell'atto e il procedimento è stato avviato. L'associazione Primo consumo, rappresentata dall'avvocato Emanuela Fragalà, ha motivato la richiesta di costituzione di parte civile con "la violazione delle regole della concorrenza del mercato", che sarebbe stato leso "il libero diritto al voto dei cittadini" e quindi il "mercato del lavoro, creando danni ai consumatori". Il legale ha depositato una sentenza del Gip di Milano su un argomento simile. Per la Procura, rappresentata dagli aggiunti Michelangelo Patané e Carmelo Zuccaro, la richiesta di costituzione di parte civile "non è legittima", sia "perché nello statuto dell'associazione non è previsto un intervento per il reato contestato" nel processo, sia perché, secondo i pm, "il voto é espressione del cittadino e non del consumatore". Per i collegi di difesa, di cui fanno parte gli avvocati Guido Ziccone e Pietro Granata, "la richiesta non è legittima visto che - hanno sostenuto - tra l'altro l'associazione nel suo statuto non prevede interventi per il reato contestato, e quindi non ha i requisiti" richiesti dalla legge. Prima di chiudere l'udienza, l'accusa ha sollecitato il Tribunale monocratico a "accelerare i tempi del processo per evitare la prescrizione del reato contestato, anche in altri gradi di giudizio". La prescrizione per il reato elettorale è di cinque anni, e per questo processo, visto che l'inchiesta è del 2008, scatterebbe nel 2013.

(Fonte ANSA)


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