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Respinto il ricorso dei Cobas Codir

Sede di Bruxelles, il Tar:
"Giusti i tagli al personale"


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bruxelles, raffaele lombardo, tar, Politica
Il Tar dà ragione al governo regionale: sono giusti i tagli al personale della sede di Bruxelles. Questo il succo della sentenza del Tribunale amministrativo di Palermo con la quale i giudici hanno in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile il ricorso del sindacato Cobas-Codir contro una delibera (la numero 190 del 5 agosto scorso) dell'esecutivo che da un lato riduceva da sei a quattro dipendenti (oltre al dirigente) il personale a disposizione degli uffici di Bruxelles, dall'altro aumentava l'indennità della stessa dirigente, Maria Cristina Stimolo fino al 90% del trattamento spettante al personale del Ministero degli Affari esteri. In un secondo momento, il sindacato ha impugnato un'altra delibera (la 216 del settembre 2011) che riduceva addirittura a due dipendenti l'organico di Bruxelles.
Secondo il sindacato, la riduzione a due dipendenti violava la normativa regionale secondo cui quel personale non dirigenziale dovrebbe essere di “almeno sei unità”.

La decisione di destinare alla specifica articolazione organizzativa di Bruxelles un numero di unità inferiore a quello previsto dalla legge – scrivono i giudici - si pone in linea con il principio di carattere generale ed avente carattere cogente che impone alle pubbliche amministrazioni di parametrare la determinazione delle rispettive dotazioni organiche al fabbisogno di risorse umane”. Insomma, sta al governo decidere quale sia il numero sufficiente per svolgere quelle mansioni. E la riduzione operata dall'esecutivo appare ai giudici “congrua” e “coerente”, anche in base “al mutato assetto delle competenze, frutto di una complessiva revisione della struttura organizzativa”.
Del resto, spiegano i magistrati, mantenere in un ufficio del personale in “sovrannumero” rispetto alle reali esigenze, “darebbe luogo ad una scelta del tutto contraria al pubblico interesse oltre che foriera, comunque, di responsabilità per danno erariale a carico dell’organo amministrativo”.

Insomma, sarebbe stato “uno spreco” pagare l'indennità a dipendenti che svolgevano un compito non necessario. Riguardo all'indennità della dirigente Stimolo, il Tar si limita ad affermare che la giurisdizione in materia appartiene al giudice ordinario.
"Eravamo convinti – ha dichiarato il presidente della Regione Raffaele Lombardo - della linearità e della legittimità della nostra decisione quando abbiamo adottato il provvedimento e lo siamo, ancora di più, oggi dopo che i giudici amministrativi ci hanno dato ragione, stabilendo la congruità di quanto avevamo varato, in un'ottica, tra l'altro, di risparmio dei costi".


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