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RAFFAELE LOMBARDO

"Ponte sullo Stretto:
da incoscienti rinunciarvi"


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Raffaele Lombardo non rinuncia al Ponte sullo Stretto. In un post pubblicato sul suo blog, il governatore scrive: "Alcune forze politiche forse si sono innamorate del via vai dei traghetti che ci collegano con il cosiddetto continente. E’ da incoscienti sostenere la tesi che ci porterebbe a rinunciare al ponte sullo stretto. Piaccia o meno, la società è andata avanti, ha fatto espropriazioni e una gara. Credo che le società aggiudicatarie farebbero una causa e 400 o 500 milioni si perderebbero comunque per pagare i danni. Sappiamo che la parte pubblica interviene con 1,5 miliardi mentre il resto sarebbero fondi di privati. Rinunciare vuol dire non volerlo fare per pregiudizio o per lasciare le cose come stanno, cioè continuare con i traghetti che non trasporteranno più i treni e quindi anche di notte saremo costretti a scendere da un treno a Messina, salire sul traghetto con la valigia in mano, come nell’800, e poi risalire sul treno dall’altra parte".

Una filippica che ha come obiettivo proprio le Ferrovie - "una volta - scrive Lombardo - si chiamavano dello Stato, quindi è lo Stato che vuole emarginare la Sicilia e tagliare i ponti, altro che crearne di nuovi" - e che tratta anche il tema dei convogli a lunga percorrenza: "Partivano da Siracusa, Palermo o Catania e ci consentivano di andare a Roma partivano alle 9 di sera per arrivare la mattina dopo. Quando questi treni partiranno da Villa San Giovanni e poi piano piano se ne risaliranno verso nord è chiaro che il treno non sarà più un mezzo da poter utilizzare".

Infine l'affondo: "Sono convinto che se non si farà il ponte non saranno neppure ripristinate le cuccette e i treni a lunga percorrenza e peraltro ci priveremmo di un investimento che ci darebbe un’opera che sarebbe una meraviglia nel mondo, che nel corso della costruzione farebbe lavorare decine di migliaia di persone, che rilancerebbe enormemente il nostro turismo, e che finalmente darebbe alla Sicilia un primato: avremmo una opera straordinaria che potrebbe compensare con il suo prestigio e il suo valore le mille cose delle quali non possiamo andare fieri".


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