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Chiedono il rinnovo del contratto

I dirigenti annunciano lo sciopero
"Mortificati da consulenti e long list"


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Non è solo una questione di soldi. I 400 dirigenti riuniti ieri all'Auditorium dell'assessorato regionale Territorio e ambiente, hanno chiesto a gran voce anche un po' di rispetto nei confronti delle professionalità dei regionali, “mortificate” dall'abuso del ricorso a esterni, consulenti e “long list”.

Certo, ci sono anche i soldi sul tavolo della riunione organizzata ieri nella quale è stato annunciato lo sciopero dei dirigenti. Ma guai a parlare di aumento. “Sono soldi che la Regione ci deve dal 2006” precisa infatti Gioacchino Genchi, dell'area dirigenza Cgil. In “soldoni” si tratterebbe di circa 370 euro lordi mensili che i dirigenti attendono dal 2006. Un aumento che non è mai arrivato. All'assemblea, come detto, hanno partecipato oltre 400 dirigenti provenienti da tutti i dipartimenti regionali, da alcuni enti (IRVV, Eas) e da quasi tutte le province della Sicilia.

E sulla scelta di indire uno sciopero della dirigenza hanno votato contro solo in tre. I dirigenti, poi, hanno annunciato che si asterranno dall'anticipo di somme per le missione di servizio o per lo “svolgimento di attività afferenti ad altre qualifiche, cosa che oggi avviene”. Quattro le richieste sulle quali si sono soffermati i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Sadirs, Dirsi e Siad.: quella di intraprendere “una azione forte nei confronti del Governo e dell'Aran Sicilia affinché venga ripresa la contrattazione per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro 2006-2009”, di valorizzare “le professionalità interne dell'Amministrazione regionale facendo il minor ricorso possibile alle consulenze esterne”, di applicare “rigidi criteri di trasparenza ai fini del conferimento degli incarichi dirigenziali” e di individuare “percorsi concreti che tendano ad annullare la discrezionalità nell'attribuzione dell'indennità variabile a parità di peso dell'incarico dirigenziale”.

I sindacati, poi, hanno accennato alla possibilità di costituire “un tavolo intersindacale al quale sottoporre particolari  problematiche ( disfunzioni, anomalie...) per le quali le stesse sigle si intesteranno un'azione comune”.
“Questo tavolo – spiega Genchi – dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per i dirigenti che hanno magari affrontato dei problemi all'interno dell'amministrazione. Una sorta di comitato di controllo, verifica e garanzia dell'attività dei dirigenti”.


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