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L'Europarlamento su mafia e politica

Ineleggibilità dei condannati, l'Europa:
"Solo dopo la Cassazione"


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Europarlamento, mafia, salvatore iacolino, sonia alfano, Politica
Il documento è passato, ma senza il codice interno per i partiti. L'Europarlamento ha approvato a larghissima maggioranza la relazione sulla Criminalità organizzata promossa dalla siciliana Sonia Alfano (nella foto): all'interno del documento l'incandidabilità per i condannati per mafia o reati affini (fra gli altri, anche la corruzione e l'estorsione) e l'invito agli Stati membri a dotarsi di norme analoghe per le elezioni locali e nazionali. Ma nella relazione varata dall'assemblea di Strasburgo è saltato il codice di autodisciplina per i partiti: un codicillo che estendeva l'incandidabilità anche ai “soggetti condannati, anche in via non definitiva” e ne delegava l'attuazione agli stessi partiti. Effetto di un “erratum”, cioè una correzione in corsa, subentrata il 13 ottobre, quando il documento già veleggiava verso l'approvazione.

Nella relazione, del resto, c'è anche una (velata) bacchettata all'Italia. Se infatti il governo Berlusconi, ancora fino a qualche giorno fa, proponeva una riforma delle intercettazioni, l'Europarlamento si muove in direzione opposta: il documento, infatti, “chiede alla Commissione di predisporre entro la fine del 2013 uno studio relativo alle pratiche investigative vigenti negli Stati membri per il contrasto alla criminalita organizzata, con precipuo riferimento all'utilizzo di strumenti quali ad esempio le intercettazioni telefoniche, le intercettazioni ambientali, le modalita di perquisizione, i ritardati arresti, i ritardati sequestri, le operazioni sotto copertura, le consegne controllate e le consegne sorvegliate”. Insomma: le intercettazioni a Strasburgo vanno più che bene.

Il resto è armonizzazione delle norme comunitarie. Basate su un assunto: Cosa nostra e consorelle europee non si fermano alle frontiere, e per questo l'Unione deve dotarsi di un'azione comune per contrastarle. Proprio questo elemento fa esultare Sonia Alfano: “Le organizzazioni criminali – dice l'europarlamentare Idv - non conoscono confini, al contrario delle autorità investigative e giudiziarie per le quali esistono ancora enormi ostacoli che possono essere superati attraverso l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri, il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie e la cooperazione giudiziaria e investigativa. Oggi il Parlamento Europeo traccia un percorso chiaro in tal senso, un intervento coordinato, una terapia finalmente adeguata alla gravità della situazione”. “Il riconoscimento del carattere transnazionale di questi reati, spesso collegati alla tratta di esseri umani, al narcotraffico, alla corruzione e al riciclaggio – le fa eco il pidiellino Salvatore Iacolino - ha determinato la previsione di una rafforzata cooperazione tra gli Stati membri e le Agenzie Europee, Eurojust ed Europol in particolare, in grado di contrastare la Criminalità organizzata attraverso un decisivo gioco di squadra basato sulla fiducia”.


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