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Si torna in aula l'otto novembre

Il lungo ponte dell'Ars


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, Politica
Otto sedute a ottobre, e si ritorna l'otto novembre. Le assonanze sintetizzano alla perfezione l'attività dell'Assemblea regionale nell'ultimo mese. Ieri, una pagina felice, con l'approvazione, all'unanimità, della legge per il rilancio di Termini Imerese. Il perfetto “happy end” di un mese non proprio febbrile. Messi alle spalle i clamori della mozione di censura a Massimo Russo, relegati in un settembre assai teso nei rapporti tra i partiti e persino tra il presidente Cascio e alcuni deputati dela maggioranza, l'Ars si è dedicata alla “normale amministrazione”.

Le sedute d'aula, così, a ottobre hanno impegnato complessivamente gli onorevoli siciliani per 16 ore e tre quarti (minuto più, minuto meno). Una media di poco superiore alle due ore a seduta. Trentadue minuti al giorno, se vogliamo spalmarlo per tutto il mese.
Già, perché “prassi” e abitudine vogliono che l'Assemblea venga convocata, quasi sempre, nei mesi di martedì e mercoledì, con la deroga a qualche giovedì e rarissimi lunedì (è successo proprio questa settimana). Negli stessi giorni (quasi sempre la mattina) vengono convocati i lavori in commissione. Così, fatti due conti, quasi sempre i deputati si “dedicano” all'attività parlamentare due giorni alla settimana. Quanto basta per poter essere, poi, “sul territorio”, vicini “ai bisogni della gente”.

Ma cosa è stato fatto in questo mese? Ripetiamo: sono state otto le sessioni d'aula. Il 4 ottobre, in una seduta di due ore, l'Aula ha iniziato la discussione del Dpef (e ha “riabbracciato”, almeno virtualmente, Riccardo Minardo, reintegrato dopo la revoca dei domiciliari, come Vitrano e De Luca). Il giorno dopo altre due ore di Assemblea per approvare il Dpef e iniziare la discussione sul ddl relativo alla “lingua dei segni (Lis)”. I deputati quindi si sono dati appuntamento all'11 ottobre, quando hanno dovuto rimandare le interrogazioni riguardanti la Famiglia e le politiche sociali, a causa dell'assenza per motivi istituzionali dell'assessore Piraino. Quindi è stato fissato il calendario delle sedute successive e... tutti a casa: durata della seduta? Quanto il primo tempo di una partita di pallone: 45 minuti.
Il giorno successivo, il 12 ottobre, il seguito della discussione del ddl sulla “lingua dei segni” è naufragato per mancanza del numero legale. Insomma, erano assenti più della metà dei deputati. Così, l'ora e tre quarti della seduta è scivolata via senza che si concludesse nulla.

Gli onorevoli hanno almeno recuperato un po' la settimana successiva. Il 18 ottobre, infatti, in una seduta-fiume durata quattro ore e terminata alle nove di sera, l'Assemblea è riuscita a concludere quanto aveva provato a iniziare le settimane precedenti: così, ecco le interrogazioni a Piraino, l'approvazione (all'unanimità) della lingua dei segni, la proroga di due mesi alla commissione d'indagine su Sicilia e-Servizi, e la fissazione del calendario delle sedute successive (compresa la data del 31 ottobre come inizio della sessione di bilancio).
Dopo questa faticata, un po' di “recupero”, per i deputati, che il giorno dopo si sono dedicati ad alcune interrogazioni parlamentari all'assessore al Territorio e ambiente Gian Maria Sparma. Dopo 53 minuti, alle 17 e 20, liberi tutti.
Il 24 ottobre, invece, ecco una lunga seduta, dalle 16.48 alle 19.43. Tre ore per incardinare due disegni di legge (su agricoltura e Termini Imerese), rimandarne uno in commissione (sul sistema elettorale per gli enti locali). Ieri, come detto, il lieto fine. Tutti d'accordo i deputati nell'approvazione dell'importante ddl su Termini. Tutti a complimentarsi con tutti. Il governo con i parlamentari. La maggioranza con l'opposizione. Settembre pare così lontano, per fortuna. Ma anche ottobre, ormai è alle spalle.
A fine sessione, infatti, l'annuncio: l'aula riprenderà l'8 novembre. Due settimane di “black out”. Perché? Non ci sono riforme urgenti all'orizzonte? Non era previsto per il 31 ottobre l'inizio della sessione di bilancio? Certo, di mezzo c'è qualche festività. Ma il “ponte” dell'Assemblea è così lungo da necessitare, forse, di qualche finanziamento europeo.


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