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I Cobas: "Per formarne 100, spesi 3,8 milioni"

I costosi ispettori del lavoro
(che però non lavorano)


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ispettori del lavoro, regione, Cronaca
E gli ispettori del lavoro rimasero... senza lavoro. È solo uno dei paradossi della Regione siciliana, che ha speso quasi quattro milioni per formare queste figure professionali, che adesso tiene “congelate” in attesa di una sistemazione.
Si tratta di un centinaio di funzionari della Regione, che nel 2005 avevano preso parte a un corso denominato “Formispe” e organizzato dal Ciapi. Il costo? Oltre 3,8 milioni di euro. Soldi che non sono serviti a granché, visto che i 100 partecipanti al concorso che hanno ottenuto “l'abilitazione”, non hanno mai iniziato a svolgere la mansione di ispettore. E i sindacati decidono di tornare sulla vicenda, invitando il governo a intervenire. I Cobas/Codir, infatti, ieri hanno trasmesso una nota all'assessore regionale al Lavoro, Andrea Piraino, e al dirigente generale del dipartimento Lavoro, Alessandra Russo, chiedendo di procedere con urgenza al completamento delle procedure avviate con il bando dell’anno 2005.

“Ad un anno dalla presentazione delle domande di inquadramento formulate al termine del corso – spiegano i segretari generali Dario Matranga e Marcello Minio -  i dipendenti della Regione siciliana che hanno conseguito la qualifica di ispettore del lavoro, nonostante l’essere in regola con i requisiti, non sono stati ancora immessi in servizio presso i Nuclei ispettivi previsti presso i centro dell'Impiego della Regione”.
Uno stop immotivato. Anche in considerazione della spesa affrontato per formare questi dipendenti, ovvero 3,8 milioni. Inizialmente il bando prevedeva 300 posti. Ma già all'atto dell'iscrizione il numero calò bruscamente: a chiedere la partecipazione al corso furono solo in 243. E in 107 hanno visto il “riconoscimento dell'idoneità” alle mansioni di ispettore.

Ma nel corso degli anni, le fughe sono proseguite: “Ben 61 dipendenti – aggiungono i sindacalisti - hanno rinunciato al corso sapendo che si tratta di un compito delicato che oggi viene affidato in mancanza di strumenti adatti e con un'indennità che sa più di elemosina che di compenso (circa 60 euro lordi mensili). La maggior parte degli ispettori che hanno portato a termine il corso Formispe, risultano ad oggi inspiegabilmente inutilizzati non essendo state loro ancora attribuite per decreto le funzioni ed i compiti di vigilanza previsti dalla normativa vigente”.
Scopo del corso era quello di qualificare personale da affiancare agli ispettori già in servizio che sono in numero di 257 nell'organico della Regione e che sono assolutamente insufficienti per fare fronte alle esigenze.

Dichiarazione di Marcello Minio e Dario Matranga, segretari generali del Cobas/Codir: “Tutti gli ispettori attualmente in servizio – denunciano Matranga e Minio - sembrano abbandonati al proprio destino, senza alcuna vera attenzione politica per il delicatissimo compito svolto, come dimostra la mancanza di mezzi e di strutture adeguate negli ispettorati del lavoro. Anche questo aspetto dimostra come la trasparenza e la legalità per questo governo regionale sia spesso solo un proclama nonostante la presenza in giunta di autorevoli magistrati”.

E la vicenda della mancanza di mezzi a disposizione degli ispettori aveva trovato spazio anche in una interrogazione all'Ars, pochi mesi fa, del deputato Vincenzo Vinciullo, dalla quale emergeva il fatto che i pochi “ispettori al lavoro” erano costretti a utilizzare per le missioni i mezzi propri, per i quali dovevano anche anticipare il carburante.
“Questa situazione – concludono i sindacalisti - non fa altro che alimentare un mercato del lavoro in cui spesso l’illegalità e la violazione delle norme, dei diritti e delle regole è l’unico scenario conosciuto da quei disoccupati siciliani costretti a subire le angherie di datori di lavoro senza scrupoli”. In effetti, oggi, i numeri che riguardano gli infortuni sul lavoro e le illegalità nei cantieri sono impietosi: 3.544 gli infortuni nel solo anno 2009, circa l'80% dei cantieri sono risultati irregolari. E del resto, dati alla mano, a ognuno dei circa 250 ispettori attualmente in organico spetterebbe il peso dei controlli su 800 cantieri a testa. Intanto, però, altri ispettori del lavoro, già pronti, sono ancora senza lavoro.


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