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Nella long list dell'assessorato Ambiente

La famiglia di "esperti"


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, Cronaca
Una tradizione di famiglia. La nuova moda degli incarichi a “esterni”, si colora spesso di storie al limite del paradosso. Capita, ad esempio, che nella stessa lista di esperti, finisca un intero nucleo familiare. Compresi i parenti “acquisiti”.
L'elenco in questione è quello pubblicato il 4 ottobre scorso dall'assessorato Ambiente e territorio (e riportato qui). Gli esperti in questione hanno il compito di sopperire alle lacune di numero o di competenze dei dipendenti regionali, per quanto riguarda la valutazione dei progetti comunitari.
E sulla qualità di esperto di Mario Sortino c'è poco da dire. Agronomo di grande esperienza (classe '36, oltre quarant'anni di iscrizione all'albo), per tanti anni docente di Botanica nella facoltà di Agraria, certamente ha tutti i requisiti per stare in quella long list, nell'elenco riferito agli esperti in “Scienze agrarie e forestali”.

Agronoma è anche Silvia Sortino. Presente nella stessa lista di Mario, di cui è la figlia. Trentotto anni e un dottorato di ricerca in “Risorse vegetali”. Ma agronomo ed “esperto”, per la verità, è anche un altro Sortino, Giuseppe. Ancora più giovane (32 anni), è figlio di Mario e fratello di Silvia, con la quale, tra l'altro è titolare di “Agroambientestudio”, a Palermo, nello stesso stabile nel quale risiede, così come il padre e la sorella. Con i quali condivide anche, ovviamente, la “long list” dell'assessorato.

Insomma, evidentemente la natura è stata assai generosa con tutta la famiglia. Tutti esperti. E per la verità, le capacità di tutti i Sortino, devono anche essere “contagiose”, se è vero che nell'elenco figura anche Antonino La Mantia, che è il marito di Silvia.
A guardare bene, per la verità, i Sortino e La Mantia figurano anche in un'altra long list, stilata nel 2009 dal dipartimento Interventi infrastrutturali dell'assessorato Agricoltura. Una tradizione, come dicevamo, di famiglia. Un caso, ovviamente. Che “colora” le fredde liste di valutatori. Che, meglio precisarlo, non ricevono un euro dal semplice posizionamento in una long list, ma corposi gettoni di presenza tutte le volte in cui vengono chiamati a “valutare”.

E questo caso, che, comunque, non sarebbe nemmeno l'unico. E dire che l'assessorato Ambiente e territorio, per esempio, ha spiegato di aver dovuto tenere ben nove sedute per valutare gli “idonei” e i “non idonei” per trovare posto nella long list, nuovo esempio di “trasparenza” per la pubblica amministrazione, e nuova frontiera dell'arte della consulenza a soggetti esterni. Soggetti che, se proprio non se ne può fare a meno di fronte ai quasi 18 mila dipendenti della Regione, dovrebbero (e speriamo sia così) essere valutati per il proprio curriculum. E non, magari, per il proprio stato di famiglia.


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