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La rivista dell'assessorato all'Agricoltura

"Terrà", esterni di lusso
Un pezzo? Anche mille euro


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, Cronaca
Il presidente Raffaele Lombardo cavalca in camicia di flanella e mostra i suoi cani cirnechi della  casa di campagna a Ramacca (nella foto) e ammonisce: “I politici non si domano col tempo. Sono scatenati perché la loro vita è collegata ai partiti nazionali e ai padroni da cui dipendono”. L'intervista al governatore è uno dei “pezzi forti” del nuovo numero di “Terrà”, magazine dell'assessorato alle risorse agricole, dipartimento interventi strutturali. Insomma, della Regione, che torna a fare l'editore.

Editore “sui generis”, ovviamente. Perché, pur contando sulla presenza “nel libro paga” di ben ventuno addetti stampa, per il primo numero della rivista la Regione deve far ricorso a 41 collaboratori “esterni”. Alcuni dei quali, certamente “di nome”, come il cantautore Claudio Baglioni, lo scrittore Andrea Camilleri, il giornalista Pietrangelo Buttafuoco.
Le retribuzioni “extra” per questi interventi? Le cifre  ufficiali diramate dal dirigente generale Salvatore Barbagallo parlano di  “250 euro per servizio”, oltre a qualche eccezione: mille euro ad articolo per Bruno Pizzul, Camilla Baresani e Carlo Petrini.
E i giornalisti dell'ufficio stampa? Uno di loro, Stefania Sgarlata, è il direttore responsabile della rivista. “Ma non riceve nemmeno un euro in più rispetto al suo 'stipendio'”, precisa Barbagallo. Mentre altri due, Laura Compagnino e Ivana Di Nuovo hanno accolto la richiesta del capo ufficio stampa Piero Messina per ricoprire il ruolo di “collaboratori di redazione”. Mentre Enzo Fricano è il segretario di redazione. Anche loro, senza retribuzione “extra”. Dagli altri, invece, pare sia giunto il silenzio.

Ma tutti i giornalisti dell'ufficio stampa della presidenza – ha dichiarato Barbagallo – sono stati coinvolti in prima persona nella creazione di questo primo numero”. Sarà. Il caso vuole, però, che di servizi firmati dai 21 addetti alla comunicazione, non ce ne sia nemmeno uno. Al punto da dover chiamare 41 “esterni” per riempire un'ottantina di pagine effettive (tolte quelle pubblicitarie, quasi tutte “istituzionali”).
La scelta della copertina è caduta sulla splendida Maria Grazia Cucinotta, protagonista di un servizio esclusivo, all'indomani del suo debutto da regista alla Mostra del cinema di Venezia. Insomma, un chiaro riferimento all'agricoltura, vero filo conduttore del giornale. Che non viene perso lungo le pagine della rivista, dalla "sicilitudine" di Andrea Camilleri, all'intervista ad Antonio Ingroia su "cosa resta di Cosa nostra", passando per gli abissi dove il sub Maiorca evidentemente si dedica alle coltivazioni e giungendo all'uso dei rimedi estetici "anti età" di un agricoltore (pardòn, di un chirurgo) catanese. E ancora, la Sicilia che "investe" sul cinema, Baglioni "e il suo piccolo grande amore" di Lampedusa, la black music (fosse almeno folk, manco quella...) di Mario Biondi, i consigli di "Madame Lucia Iraci" per "sentirsi belle".
E dire che i soldi per finanziare Terrà provengono dal... Piano di sviluppo rurale. Soldi che arrivano dall'Europa, insomma, e indirizzati agli investimenti e agli interventi per l'Agricoltura.
Terrà è in edicola dal 17 ottobre, allegato al Sole 24Ore (verranno distribuite circa ventimila copie) e muta innanzitutto nella “forma”: più generosa (23x29 cm), per una foliazione di 100 pagine. Insomma, la rivista, nata nel 2005, non è più una “house organ” che si rivolge solo a istituzioni,  dipendenti della Regione,  associazioni di categoria. Oggi, come detto, spazia dal cinema alla musica, per vestire gli abiti di un vero e proprio “magazine”, come rivendicato nell'editoriale d'apertura dal direttore Stefania Sgarlata.

Ma quanto costa alla Regione questo giornale? A detta del dirigente generale Barbagallo, il passaggio dal “vecchio” al “nuovo Terrà”, ha comportato persino un sensibile risparmio. “Per i primi sei numeri – ha detto – i costi complessivi superano di poco i 250 mila euro. Una cifra – aggiunge Barbagallo – che rappresenta la metà di quanto speso con la precedente versione del giornale. E oggi ci rivolgiamo a un target assai più ampio”.
Per la precisione, secondo i dati forniti dall'assessorato, la spesa per i primi sei numeri di Terrà sarà di 269 mila euro. Di questi, 50 mila sono rivolti alle collaborazioni esterne “a borderò” (secondo le tariffe dell'ordine dei giornalisti), altri sessanta mila euro serviranno invece per le attività di “supporto grafica, editing, assistenza tecnica, relazioni esterne e ricerca iconografica”. Per queste attività, gli stipendi degli “esterni” della Regione oscillano tra gli 800 e i 1500 euro a numero. Inoltre, trenta mila euro andranno per la voce “distribuzione e pubblicità”. Serviranno per pagare dodici avvisi stampa sul dorso “Sud” del Sole 24 ore, oltre all'uscita in abbinamento di diecimila copie col giornale economico. Infine, 129 mila euro andranno per la stampa dei sei numeri (venti mila copie in tutto). Andranno alla ditta che ha vinto la gara pubblica, le "Officine Pezzino".

“Rispetto al passato – ha spiegato Barbagallo - abbiamo di molto ridotto le spese. La direttrice Stefania Sgarlata, ad esempio, non riceve un euro in più rispetto al suo stipendio da addetto stampa. Il vecchio direttore, invece, era pagato con un contratto di collaborazione”.
Per quanto riguarda gli “esterni”: “Si tratta di personale – ha precisato il dirigente Barbagallo – che non era presente all'interno della Regione. Io stesso ho emanato un atto di interpello per reperirlo all'interno della pubblica amministrazione, ma alla fine abbiamo dovuto rivolgerci fuori”. Già. Mica bastano ventuno giornalisti...

La polemica sul magazine Terrà, per la verità, ha previsto altre puntate. Dopo un articolo pubblicato su Repubblica, a firma di Gery Palazzotto, una risposta giunge dal quotidiano online Siciliainformazioni, con un articolo dal titolo: "La guerra a Lombardo coinvolge i giornalisti. La fatwa di Repubblica sulla rivista Terrà, appena arrivata in edicola". Da lì, la replica di Palazzotto sul suo blog, con un pezzo titolato: "Il killer comunicazionale (cioè io)".


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