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Cobas: "Attività produttive, no alla long list"

Due milioni di euro ad esterni
per lavorare al posto degli "interni"


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cobas, consulenti, Politica
Un metodo collaudato, per far sì che, attraverso la partecipata “Sviluppo Italia Sicilia”, la Regione chiami e “paghi” profumatamente nuovi esperti esterni all'amministrazione. L'accusa è del sindacato Cobas Codir, che punta l'indice contro un decreto dello scorso 21 settembre dell'ormai ex dirigente del dipartimento Attività produttive Marco Romano. Il decreto prevedeva agevolazioni a micro, piccole e medio imprese ammontante a 47,43 milioni di euro “per il quale – scrive il sindacato - è previsto anche un costo di personale esterno alla Regione ammontante sino a  1,89 milioni di euro”. Una prassi consolidata, quella di prevedere il costoso ricorso agli esterni, secondo i Cobas, visto che un bando simile “era stato già fatto il 1° dicembre 2009 per un importo di contributi da erogare alle imprese, attraverso l'istruttoria delle pratiche presentate, ammontante a 53,53 milioni di euro (costo del personale esterno sino a 2,14 milioni di euro)”.

Si tratta, scrive il sindacato di un “meccanismo  ormai collaudato: tenere sottodimensionato l'organico, in questo caso dell’assessorato regionale alle Attività produttive, dove sono in servizio solo 193 dipendenti tra funzionari e dirigenti su 17.561 lavoratori regionali. Solo l’1% delle risorse umane regionali – affondano i Cobas - è destinato, quindi, a fare crescere e sostenere le Attività produttive consentendo di assegnare a 'Sviluppo Italia Sicilia SpA' (società a totale partecipazione della Regione Siciliana)  il compito di reclutare – senza alcuna procedura concorsuale – soggetti esterni individuati attraverso una “long list” (appositamente redatta per affidare l'istruttoria di pratiche che, invece, rientrano nei compiti d'istituto del personale interno, fra l'altro, già pagato). Le attività della convenzione - aggiungono - potrebbero, invece, essere svolte sul territorio attraverso una semplice convenzione, a costo zero, con gli uffici periferici dell’assessorato regionale al Lavoro dove ci sono in servizio più di 2.000 addetti”.

Risparmiando un bel po' di soldi, visto che la “convenzione sottoscritta prevede un compenso di 2.526 euro a pratica (600 per istruttoria, 52 per informazione, 824 all’erogazione, 1050 al monitoraggio finale) con un tetto massimo complessivo del 4% sulle somme rese disponibili dalla Comunità Europea”.
E al di là del caso singolo, i Cobas criticano il massiccio ricorso proprio alle “long list” che “sfuggendo impropriamente ai controlli imposti dalla vigente normativa in materia di pubblico impiego”, non garantirebbero “dei criteri di accesso al lavoro pubblico”.
“Insomma – conclude il sindacato - ci troviamo davanti a un nuovo schiaffo del governo Lombardo a tutti i giovani disoccupati siciliani senza 'santi in paradiso'. Nella Regione di Raffaele Lombardo le assunzioni di personale, ovviamente precario o a progetto, senza selezioni e senza procedure a evidenza pubblica, adesso avvengono anche sottobanco”.


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