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La citazione contro Repubblica

Lombardo: causa ai cronisti
E la pagheranno i siciliani


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Raffaele Lombardo fa causa ai giornalisti, i siciliani pagano. Così ha deciso il governo regionale, che il 22 settembre ha stabilito che la parcella di Alessandro Benedetti, l'avvocato chiamato a presentarsi in aula per difendere Lombardo sia come persona sia come rappresentante della Regione, dovrà essere pagata da Palazzo d'Orléans. La spesa, al momento, non è quantificata: l'unica certezza per i bilanci disastrati della Regione è che i soldi saranno prelevati dalla voce “Presidenza” del bilancio. Per capire il resto servirà tempo.

Di tempo, del resto, ne è già trascorso un po'. La vicenda, infatti, risale al 13 maggio 2010, quando l'edizione palermitana de La Repubblica ha dato notizia di una presunta richiesta di arresto per Lombardo, poi smentita dal procuratore dell'epoca, Vincenzo D'Agata. Subito dopo è arrivato l'annuncio della causa civile, che – si legge nella delibera di fine settembre – chiama in causa La Repubblica, il direttore responsabile Ezio Mauro e gli autori dell'articolo, Franco Viviano e Alessandra Ziniti. Da allora a oggi, però, non si dev'essere parlato di soldi.

Almeno fino al 22 settembre. Quando lo stesso Lombardo ha messo la firma sotto la delibera: non c'è stata, dunque, un'astensione del presidente della Regione su una vicenda che lo riguarda direttamente. Anche perché, si sottolinea nella delibera, le spese legali “correlate all'esercizio del diritto di azione nella qualità di legale rappresentante della Regione siciliana, che andranno indicate, in apposita nota spese, separatamente da quelle correlate all'esercizio del diritto personale”. Insomma: Lombardo pagherà il conto che riguarda la sua difesa personale di tasca propria. Ma il resto sarà a carico dei contribuenti.

Non è chiaro, invece, chi beneficerà dell'eventuale risarcimento. Nella delibera, infatti, non si fa cenno alla quantificazione dei danni: non si capisce, insomma, chi metterebbe in tasca il risarcimento se il quotidiano “la Repubblica” e i giornalisti venissero condannati. Solo una è la certezza: a pagare saranno i siciliani. A essere risarciti chissà.


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