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L'iniziativa di tre consiglieri

"Cammarata va subito rimosso
Omissioni dalla Regione"


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cammarata, comune, lombardo e chinnici, rimozione, Politica
Il sindaco Diego Cammarata? Va subito rimosso. Lombardo e la Chinnici? Denunciati per omissione in atti d'ufficio. La vera intenzione del presidente della Regione? “Governare Palermo da Palazzo d'Orleans”. E inoltre un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, un incontro col Prefetto e se non bastasse il ricorso al Capo dello Stato. Annunciano battaglia i consiglieri comunali di Palermo Antonella Monastra (Un'Altra Storia, nella foto), Alberto Mangano (gruppo Misto) e Aurelio Scavone (Italia dei Valori), che in conferenza stampa attaccano la condotta dell'assessorato regionale agli Enti locali, che non avrebbe concluso l'iter ispettivo nei confronti dell'amministrazione Cammarata, e le dichiarazioni di Raffaele Lombardo, secondo il quale le irregolarità sarebbero confermate ma non si procederà alla rimozione del primo cittadino perché si penserebbe a una mossa elettorale.

La vicenda, in realtà, nasce alla fine del 2009 quando i gruppi consiliari di Idv e Un'Altra Storia presentano un esposto per denunciare circa 40 irregolarità commesse dal sindaco Diego Cammarata e, dal momento che la legge stabilisce che per la sua rimozione e sospensione ne basterebbero soltanto due, chiedono all'assessore Caterina Chinnici di agire di conseguenza. Un intervento ispettivo che non tarda a partire: i commissari, infatti, si insediano il 4 dicembre del 2009 e sono chiamati a verificare se vi siano i presupposti di legge per la rimozione del sindaco di Palermo sulla scorta delle presunte violazioni di legge descritte negli esposti.

Un elenco sterminato, che va dalla mancata adozione del Piano urbano del traffico alle Ztl, dalla Tarsu a 200 consulenze esterne, passando per il caso dello skipper, la gestione delle società partecipate, la mancata risposta alle interrogazioni dei consiglieri e le mai presentate relazioni semestrali a Sala delle Lapidi sullo stato di attuazione del programma. E ancora le esternalizzazioni di alcuni servizi fra cui la Galleria d'arte moderna di Sant'Anna, lo smog, i rilievi della Corte dei Conti e i debiti fuori bilancio. Un atto ispettivo (diviso in due filoni, uno amministrativo e uno economico) partito ma non concluso nei tempi previsti, visto che a settembre del 2011, ovvero quasi due anni dopo, non c'è ancora alcuna notizia.

Gli ispettori, il 7 ottobre, rispondono alle sollecitazioni dei consiglieri che tre delle quattro relazioni previste sono state consegnate a giugno nelle mani dell'assessore Chinnici che però, quattro giorni dopo, scrive al dirigente generale degli Enti locali chiedendogli di accelerare i tempi. “La dichiarazione di Lombardo è un capolavoro della politica – dice la Monastra – vuol dire che prima delle elezioni le leggi non valgono. Ci chiediamo perché l'assessore Chinnici sia stata in silenzio e soprattutto vogliamo vedere se la deputazione del Pd all'Ars farà qualcosa in questo senso”. Mangano parla di “imbrogli nella gestione dell'amministrazione. Vorremmo capire perché Lombardo non invia un commissario, visto che elettoralmente gli converrebbe pure. La verità è che vuole evitare che un commissario dichiari Palermo in dissesto, il che comporterebbe misure drastiche e gravissime, e governare la città dalla Regione tenendo in pugno il prossimo sindaco indipendentemente da chi sarà. Non è il presidente della Repubblica che è sottoposto al semestre bianco ”. E Scavone aggiunge: “L'ispezione doveva concludersi mesi e mesi fa, ben lontano dalle elezioni. Lombardo ha confessato il reato e noi ricorreremo alla Corte dei Conti e alla Procura. Ma siccome i tempi sono lunghi, la prossima settimana chiederemo un incontro al Prefetto e, se ciò non dovesse bastare, ci rivolgeremo al Presidente della Repubblica.”

Ma i consiglieri annunciano battaglia anche sul bilancio. “Dimostreremo che non esiste solo quello formale – conclude la Monastra - ma che ne esiste anche uno parallelo fatto di debiti fuori bilancio e di liquidità di cassa dei fondi vincolati, che non è più reato ma è indicatore di grave patologia e di programmazione inesistente”.


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