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I Cobas: "Bloccati rinnovi e riclassificazioni"

Ma i regionali non sono contenti:
"Penalizzati dalle scelte del governo"


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cobas, dipendenti, dirigenti, Cronaca, Politica
L'assessore alla Funzione pubblica Chinnici dice di voler allontanare, dai dipendenti della Regione, stereotipi negativi riguardanti l'eccessivo numero, la scarsa utilità di molti, i compensi troppo elevati.
Ma i regionali, a dire la verità, non sono contenti affatto. E la responsabilità sarebbe proprio del governo di cui la Chinnici è parte.
Questo, almeno, stando a quanto affermato dal sindacato più rappresentativo tra i dipendenti della Regione, i Cobas Codir, che attaccano su due fronti: da un lato, quello di una delibera di giunta che, di fatto, “stopperebbe” ogni modalità di riclassificazione (di aggiornamento professionale e riutilizzo in funzioni più utili all'amministrazione), dall'altro quello di alcuni articoli della Finanziaria approvata dall'esecutivo che conterrebbe norme tali da “rallentare”, ad esempio, i rinnovi contrattuali.

Sul primo punto, quello della delibera di giunta dello scorso 13 settembre, il sindacato ha deciso di dare mandato ai propri legali di impugnare il testo, visto che, secodno i Cobas “vorrebbe inibire la possibilità di utilizzare al meglio i dipendenti in nuove, più flessibili e utili figure professionali, prevedendo meccanismi di riclassificazione che sarebbero a costo zero per l’amministrazione, in quanto finanziabili con le risorse già stanziate nel fondo del salario accessorio”.
Una misura che sarebbe stata “promessa” dal governo. Una promessa, secondo il sindacato, non mantenuta: “Lo stesso governo regionale, nel corso di un giudizio intentato dal Cobas/Codir e pendente davanti il CGA sulla mancata creazione dell’Area della vice-dirigenza, - prosegue la nota - ha impostato la propria difesa, motivando tale inadempienza, con l’imminente adozione (attraverso l’avvio delle trattative sul nuovo CCRL) di misure di progressione orizzontale e verticale proprio attraverso l’applicazione degli articoli 88 e 89 del contratto ora, invece, messi in discussione unilateralmente dallo stesso governo regionale”.

“Ci troviamo davanti all’ulteriore attentato da parte di questo governo regionale nei confronti dei diritti dei lavoratori – hanno dichiarato Dario Matranga e Marcello Minio, segretari generali del Cobas/Codir – siamo, infatti, davanti a una giunta regionale che sembra disponibile a dare tutto a consulenti e parenti e che usa, invece, la clava nei confronti dei lavoratori senza santi in Paradiso forse per ricostruirsi una improbabile quanto poco credibile verginità politica. Davanti a questo ulteriore atto di arroganza non resta che adire la via giudiziaria”.
Ma, come dicevamo, a non convincere il sindacato sono anche alcune misure contenute nella Finanziaria approvata in giunta qualche giorno fa. In particolare, i Cobas hanno criticato gli articoli riguardanti la creazione del “bacino unico” (articolo 24) specie nella parte (comma 4) in cui recita: “per motivate esigenze di funzionalità del settore pubblico regionale allargato ed al fine di razionalizzare la spesa del personale, i soggetti di cui al comma 1 (in primis la Regione) possono attingere al bacino unico”. Secondo i Cobas si tratterebbe di un “escamotage” per consentire la stabilizzazioni di molti dipendenti dal cognome illustre dislocati nelle varie partecipate grazie a meccanismi di “chiamata diretta”.
La finanziaria, poi, prevede che i rinnovi contrattuali avvengano a cadenza triennale, mentre oggi, per quanto riguarda l'aspetto economico sono a cadenza biennale. La norma in Finanziaria, in pratica, causerebbe, nel giro di sei anni, la perdita di un rinnovo. Criticati dai Cobas anche l'abolizione dei benefici della legge 104 e quella dell'Aran Sicilia. Su quest'ultimo punto, in verità, della stessa idea dei Cobas sono anche Cgil, Uil, Sadirs e Ugl.


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