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definite "rilevanti" dal giudice

Intercettazioni Romano-Lapis
Il gip le invia al Parlamento


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Le intercettazioni tra il ministro Saverio Romano e il prestanome di Massimo Ciancimino, Gianni Lapis, sono da ritenersi "rilevanti". Così il gip di Palermo Piergiorgio Morosini - secondo quanto riportato da Repubblica.it - invierà alla Camera dei deputati i nove faldoni di intercettazioni. E se dal Parlamento arrivasse parere positivo, si potrebbe aggravare la posizione del ministro delle Politiche Agricole nell'ambito dell'inchiesta che lo vede indagato per corruzione.

Dalle conversazioni intercettate dal settembre 2003 al marzo 2004, risulterebbe come in cambio degli aiuti di Romano alla società Gas della famiglia Ciancimino, l'attuale ministro avrebbe ricevuto tangenti da Gianni Lapis, avvocato tributarista e prestanome di Ciancimino. Ecco quanto ricostruito dai pm di Palermo Nino Di Matteo, Paolo Guido e Sergio Demontis, che avevano richiesto al gip l'invio dei documenti a Roma a fine luglio.

Ma le intercettazioni riguardano anche il senatore Pdl Carlo Vizzini, indagato insieme a Romano per corruzione, e anche su di esse il gip Morosini dovrà decidere. Secondo quanto riferito da Gianni Lapis il "finanziamento all'Udc", come definito dall'avvocato, sarebbe ammontato a cento mila euro: cifra spartita equamente tra Saverio Romano e l'ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro. Ma ad essere indagato per corruzione, insieme a Romano, è anche il senatore Pdl Carlo Vizzini, che secondo Ciancimino avrebbe invece ricevuto 130.000 euro. Somma che secondo il senatore è solo il risultato di un prestito di 140 milioni di lire che Lapis ha dovuto restituire.

Ecco come la vicenda viene ricostruita dalla testata telematica del quotidiano La Repubblica. "Romano e Lapis si danno appuntamenti, a Palermo e a Roma. A volte anche tramite l'ex governatore Cuffaro e l'ex deputato regionale Salvatore Cintola. Nel dicembre 2003, Lapis avrebbe chiesto a Romano di modificare un emendamento alla finanziaria, inserendo anche le società che si occupano di metanizzazione. Qualche giorno dopo, l'avvocato chiese l'aiuto di Romano per fissare un incontro al ministero delle Attività produttive. Il 18 gennaio 2004 - secondo la Procura, il giorno del pagamento della prima trance della tangente - le conversazioni si fanno frenetiche. Dalle intercettazioni emerge la presenza di Cuffaro e Cintola nello studio palermitano di Lapis. Due giorni dopo, Cintola dice a Lapis: 'Sono innamorato pazzo di te'. Il 10 febbraio, Lapis chiama Romano e gli chiede un incontro a Roma. Il 28, "Lapis convoca Cintola nel suo studio e precisa: 'Fai venire Saverio'. A marzo, i carabinieri registrano la presenza di Romano nello studio di Lapis".


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