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La lettera della Cgil

Vizi privati e pubbliche virtù


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cgil, lettera, massimo russo, Cronaca
Apprendiamo dalla stampa che l’assessore Massimo Russo , mentre pubblicamente tesse le lodi di un sistema sanitario regionale perfetto e di una riforma quasi oramai in fase di completa attuazione, attraverso i suoi uffici fa proprie le critiche che, oramai da oltre un anno, la CGIL FP e la CGIL FP Medici evidenziano rispetto ad una situazione di criticità di una sanità allo sbando.

Attese intollerabili di dodici ore al pronto soccorso, mancanza di percorsi di umanizzazione, ritardi nell’approvigionamento di farmaci e presidi sanitari, stanze di degenza sovraffollate, processi di sterilizzazione dei ferri chirurgici obsoleti, assenza di rianimatori disponibili in reparti sensibili, reparti in sofferenza per carenza di organici in alcuni reparti sono solo alcuni dei rilievi che l’assessorato evidenzia in una importante azienda ospedaliera della nostra città. Verrebbe da dire ….Assessore benvenuto nella realtà!

La sanità è un sistema complesso e non si può non riconoscere che Russo abbia ereditato un carrozzone clientelare e male organizzato, connotato da sprechi e malaffare e che è stato difficile riprenderne le fila, e che la legge 5 è stata ed è un ottimo punto di partenza, ma non basta. Le cose scritte nella legge bisogna poi applicarle, non si può promettere di passare dal “curare” al “ prendersi cura” senza poi realizzare gli strumenti per farlo.

La medicina del territorio continua ad essere una enunciazione di principio, priva di strumenti reali, priva di personale adeguatamente formato, il percorso assistenziale del paziente è una chimera, si pensa di ridurre i punti nascita e contemporaneamente si riducono i consultori territoriali e non si implementano le buone pratiche che potrebbero,in alcuni casi selezionati offrire alle donne con basso rischio ostetrico valide alternative al parto ospedaliero, così come non si riesce a creare quei necessari filtri territoriali che sarebbero l’unica possibilità di evitare l’intasamento dei nostri pronto soccorso.

A tutto ciò si associa il rimaneggiamento dei nostri ospedali seguendo logiche economicistiche e irrazionali rendendo asfittici i reparti con organici ridotti, risorse insufficienti e con comportamenti a volte vessatori nei confronti del personale. Verrebbe da chiedersi ma a chi giova tutto ciò? Forse al privato sempre più presente nella nostra regione che ci porta quel Know-how che paghiamo a caro prezzo e che spesso non si traduce in un miglioramento della qualità e della quantità di assistenza. I cittadini siciliani sono stanchi, martoriati da liste d’attesa sempre più lunghe, ingannati dalla promessa di un C.U.P. finalmente accessibile e funzionante ma mai realizzato, sopraffatti da tickets sempre più onerosi e rassegnati a dover troppo spesso ricorrere alle cure mediche di altre regioni più organizzate .

E’ giunto il momento di dire basta, di avere il coraggio di rompere con le logiche del passato non a parole ma coi fatti,rinunciando per sempre alle logiche clientelari , alle nomine politiche di manager e primari, di rinunciare alle guerre fra opposte fazioni in una parola di liberare la sanità se non dalla politica almeno dalla cattiva politica, restituire dignità al paziente/utente e per farlo abbiamo tutti il dovere di fare un passo indietro per provare a farne due in avanti nell’interesse esclusivo dei cittadini di questa martoriata terra.

Con amarezza torna alla mente Anfrid Astel che diceva: ”Io scrivo, ma quello contro cui scrivo non sa leggere”.

Michele Palazzotto, Segretario Generale CGIL-FP-Sicilia
Renato Costa, Segretario CGIL-FP-Medici Sicilia


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