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Il Csm

Fumata nera per Catania
Slitta la nomina del procuratore


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Fumata nera al Csm. La nomina del nuovo procuratore di Catania è slittata con 15 voti favorevoli e 7 contrari. Quella che in questi giorni si giocherà all'interno del Csm è una partita difficile, alla ricerca di ogni singolo voto per la scelta del nuovo procuratore capo di Catania. In pole position in quello che da mesi era stato annunciato come un probabile ballottaggio sono i due pm Giuseppe Gennaro (nella foto), catanese, e Giovanni Salvi, romano.

In calo la candidatura del procuratore generale di Catania Giovanni Tinebra. La sfida dei due contendenti si gioca incrociando gli equilibri di Magistratura Democratica (che sostiene Giovanni Salvi), Unicost di cui è stato presidente Giuseppe Gennaro e Magistratura Indipendente (Giovanni Tinebra). Conti alla mano, la prima fase della commissione incarichi direttivi del Csm ha visto in vantaggio Gennaro e Tinebra (due voti ciascuno) su Salvi (un voto). Adesso, in vantaggio relativo è Giovanni Salvi (10 voti) su Gennaro (8 voti) e Tinebra (7 voti).

Ma, secondo alcune indiscrezioni provenienti da ambienti romani, ci sarebbero i presupposti per un accordo tra le formazioni che sostengono i due catanesi Gennaro e Tinebra a favore di Gennaro. Che per il suo operato si è attirato non troppe simpatie. Ha sequestrato i parcheggi di Virlinzi, socio di Mario Ciancio, ed è tra i pm che hanno chiesto il rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa di Raffaele Lombardo. L'inchiesta è stata poi revocata dal reggente Patanè e tutti sanno com'è finita. Veleni e attacchi non si contano.

Ad ogni modo, Libera auspica la nomina di un procuratore straniero. In questo caso si tratterebbe di Giovanni Salvi, esperto magistrato antiterrorismo, intransigente e fratello dell'ex ministro del centrosinistra Cesare Salvi.


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