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Paolo Ruggirello e il "salva coste"

"Altro che sanatoria ad personam...
Questo ddl va bene a tutti"


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Altro che legge “ad personam”. “Il mio ddl va bene a tutti”. A una settimana dall'approvazione in commissione bilancio del disegno di legge sulla “valorizzazione delle coste”, il primo (e ormai unico) firmatario Paolo Ruggirello non lascia, anzi, rilancia. “Il ddl deve arrivare in Aula. E sono convinto che lì troverà una maggioranza che lo approvi”.
Per la verità, finora quella legge ha portato solo guai, a partire dalle caustiche critiche del presidente di Confindustria sicilia Ivan lo Bello, passando per il “passo indietro” di Francesco Musotto, per finire al servizio sul Tg1 che ha spinto il presidente Lombardo a chiedere un risarcimento da cento milioni.

Onorevole, perché insiste tanto con questo ddl. Sembra che nessuno lo voglia...
“E invece sono convinto che questo testo vada bene a tanti, al di là delle barriere politiche e di partito”.

Perché ne è così sicuro?
“Perché finora è stato traviato, anche da voi giornalisti, il vero significato di una norma che non è affatto una sanatoria. Anzi, consentirà di recuperare molte strutture come opifici abbandonati, torri di guardia, attingendo anche dai finanziamenti europei”.

Sarà... ma intanto anche i vostri alleati del Pd sono molto scettici.
“Io l'ho già detto: il capogruppo Cracolici al bar mi ha confidato di essersi opposto al ddl per una questione di principio. Non aveva nemmeno letto il testo”.

Il presidente di Confindustria l'ha indicata come un "novello Cetto Laqualunque".
"Confindustria s'è accorta adesso che sono state costruite case abusive? Le case mica si fanno in un giorno e col cartone. Servono operai, mattoni, cemento. Insomma, imprese e industrie. Sono anche loro complici dell'abusivismo sulle coste".

Sì, ma i sono detti contrari anche Legambiente e ovviamente l'opposizione, che ha parlato di “legge ad personam”, buona per sanare la sua casa abusiva e quella della moglie del presidente Lombardo a Ispica.
“Io avrei anche potuto evitare di parlare, in conferenza stampa, della mia casa. Ma in pochi hanno capito che si è trattata di una vera e propria denuncia contro lo Stato. Quella casa ha presentato la sanatoria nell'86, quando era ancora un ristorante. Io l'ho acquistata nel '91, e l'acquisto è stato sancito da un atto notarile. Per me il notaio è lo stato”.

E adesso però lo Stato le dice che la sua casa, come altre, va abbattuta.
“Appunto. E dove sono state le autorità in questi vent'anni? I compiti di repressione dell'abusivismo spettano, per legge, ai sindaci. E aggiungo, dove sono state le forze armate? La guardia di finanza? Non si può oggi pensare di buttare giù case che, per qualcuno, sono prime abitazioni. E io inizio ad avere paura”.

Paura di cosa?
“Quello che si creerebbe con gli abbattimenti è un problema sociale di dimensioni enormi. Stiamo parlando di trentamila famiglie. Che temo possano persino arrivare a scendere in piazza, e magari a usare le armi. So di donne manganellate per difendere le case dagli abbattimenti”.

È un caso che le prime demolizioni sono state effettuate a Marsala, a pochi chilometri da Marausa, dove lei ha casa?
“E' un caso, ma è proprio questo che non si può accettare. Noi non possiamo dire ai siciliani che le case vengano buttate giù a seconda dell'umore di questo o quel prefetto. Finora sono state demolite tre case a Carini e due a Marsala. Insomma, o sono tutti abusivi, e allora si dice 'da oggi partono le demolizioni a tappeto', oppure si cerca una soluzione ragionevole”.

Che sarebbe la sua sanatoria
“Le ripeto: non è una sanatoria. Anzi, noi aggiungiamo altri controlli, come l'autorizzazione del Via-Vas. I comuni che hanno iniziato le demolizioni, hanno compiuto delle forzature. Tra l'altro, si potrebbe pensare di agire come si è fatto a Licata: il comune acquisisce a patrimonio gli edifici abusivi, e chiede all'ex proprietario di pagare un affitto. Le soluzioni possibili sono tante, ma dobbiamo ragionare”.

Finora però, non è che le altre forze politiche sembrino voler ragionare...
“Io invece sono convinto che il consenso sia più ampio di quanto si pensi”.

Mi scusi, anche il suo capogruppo Francesco Musotto ha ritirato la firma dal ddl, e quindi l'appoggio.
“Io ho parlato con Musotto e lui continua a essere convinto della necessità di superare l'ipocrisia che sta dietro al fenomeno dell'abusivismo. Ha ritirato la firma solo per non coinvolgere l'intero partito”.

Che quindi non la sostiene...
“La maggioranza in Aula sono convinto che si troverà, al di là dei partiti”.

Non è troppo ottimista?
“No. Guardi, in commissione anche il Pdl, con Vincenzo Vinciullo, ha votato a favore. Forza del sud ha inserito un emendamento al ddl, quindi immagino abbia interesse perché vada avanti. Marianna Caronia del Pid, mi ha detto di non aver votato solo perché è arrivata tardi, ma di non essere ostile al provedimento. Il Pd è spaccato in quattro correnti, vuole che qualcuno non mi segua?”.

Casi singoli, direi.
“Ma ce ne sono tanti. Pensi a quanti deputati ricoprono o hanno ricoperto il ruolo di sindaco. Questa norma in un certo senso, tutela anche loro, che in questi anni sono stati inadempienti”.

Insomma, altro che legge ad personam...
“E infatti, l'avevo detto io...”.


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