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Nella segreteria di Missineo

Nuovo esterno alla Regione
E' Mele, lo zio di Russo


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massimo russo, sanità, uccio missineo, Politica
Lo zio di Massimo Russo “entra” alla Regione. Lo fa da esterno, ovviamente. Nella segreteria tecnica di Uccio Missineo, assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana. E giusto per restare nel tema delle “identità”, quella di Manlio Mele non è del tutto sconosciuta alle (varie) pubbliche amministrazioni.
Mele, oltre a essere lo zio “acquisito” dell'assessore alla sanità (è zio della moglie di Russo), è stato, tra le altre cose, sindaco di Terrasini e componente del Cda dell'Enac. Oggi è anche assessore al comune di Alcamo con la delega alla “Programmazione delle grandi infrastrutture strategiche”.
Proprio in questa veste, Mele sta seguendo da vicino i lavori per il nuovo ospedale della cittadina del trapanese. E riecco la sanità. Manlio Mele, infatti, ha “abbracciato” in pieno la mission dell'assessore-nipote. È, infatti, tra i più entusiasti sostenitori di Team Sud, la nuova formazione politica creata da Russo. Al punto da dichiarare, nel giorno della presentazione del movimento a Villa Igiea a Palermo, lo scorso luglio,  di avvertire lo stesso clima della nascita della Rete, movimento di cui è stato in passato parte molto attiva.

Adesso, Mele è “dentro” il Pd. Molto vicino al trapanese Nino Papania, ed è stato scelto come assessore da Giacomo Scala. Sindaco eletto presidente dell'Anci proprio grazie al sostegno dei democratici.
Adesso dovrà occuparsi di coadiuvare l'assessore Uccio Missineo, con una nomina che va in assoluta controtendenza con quanto annunciato nelle scorse settimane dal governo regionale: tagli ai gabinetti, per risparmiare. E invece, c'è ancora tempo e spazio per chiamare nuovi esponenti per gli uffici di staff. E, nel caso specifico, un esterno. Mentre dallo stesso gabinetto dello stesso assessorato viene “tagliato” uno degli interni, Gandolfo Librizzi, scatenando i sospetti dell'amico Davide Faraone: “Fatto fuori perché ho votato la mozione di censura a Massimo Russo”.
Insomma, gira e rigira, si torna sempre lì.

La politica e la sanità sembrano scritte nel passato e nel destino di Manlio Mele. Il fratello Attilio, tra l'altro, è uno dei 29 “comandati” di Massimo Russo. Personale di ospedali e cliniche chiamato in posti di comando, appunto, all'assessorato alla sanità. Per i quali, in finanziaria, è previsto un esborso da 4,5 milioni di euro. “Ma non c'è nessuno spreco” ha precisato l'assessore Russo.


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