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Governo e maggioranza

Cuffarismo di ritorno


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cuffaro, lombardo, Politica
Hanno sconfitto il Cuffarismo. E' l'anatema, la formula magica, il ritornello con cui gli attuali protagonisti del governo in Sicilia respingono le accuse. E non importa se la giunta ha deluso, se il Pd è in necrosi, se la Sicilia è un campo di battaglia. La risposta dell'argomentazione fondamentale non muta: abbiamo sconfitto il Cuffarismo. Tacete.
Ma  che cos'è questo Cuffarismo? In mancanza di dizionario proviamo ad arrangiarci con una definizione. E' una gestione del potere clientelare all'ombra della mafia che calpesta la sana armonia istituzionale, sostituendola con un sistema di relazioni che prevalgono su ogni altro ragionamento. Per la mafia ci hanno pensato i giudici. Totò Cuffaro sconta la sua pena a Rebibbia. Quando un uomo finisce in carcere può configurarsi un atto di giustizia. Nessuno dovrebbe rivendicarne il merito, per questioni oggettive e di opportunità.

Purtroppo questa Sicilia ci appare ancora fortemente cuffarista. La destra - accusata dal centrosinistra di ogni nequizia - è all'opposizione? A Palazzo d'Orleans regna il suo presidente. Che, nel frattempo, avrà fatto azione di pentimento e si sarà ripulito da ogni peccato con la lavanda di ottime intenzioni. Chi ne può dubitare. Tuttavia, Raffaele Lombardo proviene dallo stesso ceto politico di Totò Cuffaro. Non conta tanto che fosse suo amico, vale il resto. Le prassi - con modalità differenti - si assomigliano. Possiamo dire che Lombardo sia un soggetto pubblico totalmente discontinuo rispetto a Cuffaro nella concezione della politica? Possiamo dire che sia davvero differente la fisionomia dell'operatività di governo e maggioranza? Sì, certo, i termovalorizzatori. E poi? Il fresco ddl sulla sanatoria delle coste. Le nomine senza ritengo di consulenti e scudieri. L'occupazione di ogni angolo con l'avanzamento di cavalieri fedeli al re e la retrocessione dei sospettati di tradimento. Il clientelismo elettorale. I contatti con personaggi di conio ripugnante che forse non costituiranno mai reato, ma che sembrano inequivocabili. Veramente un sintomo di frattura c'è: una riforma della sanità che si proponeva di vendicare le scelleratezze del passato, che, in effetti, ha riempito la voragine, a prezzo del sacrificio estremo dei cittadini. E l'indecente giochino sulla pelle dell'assessore Russo, prima innalzato agli altari e infine abbandonato dagli alleati per ragioni di bottega, non è una storia che ricorda alcune situazioni, forse non squisitamente cuffariste,  sicuramente vecchie?

Però hanno sconfitto il Cuffarismo. Bravi e bis. E noi che ci eravamo illusi che la politica non si limitasse al risultato sportivo. Abbiamo distrutto il Cuffarismo, stiamo tumulando il Berlusconismo, traguardo annunciato da 'Repubblica' ogni domenica da quattro anni ormai. Si esulta, a Palermo come a Bagdad, per l'abbattimento della statua del tiranno, pensando che sia tutto risolto. Poi, dopo l'ultimo colpo di scalpello, ti volti e vedi intorno a te solo Saddamiti - pardon, Cuffaristi - di ritorno. C'era bisogno di fare la rivoluzione?


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