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lo scontro sull'alleanza con lombardo

Putiferio nel Pd siciliano
Tutti contro la Bindi


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(ANSA) ''Questo gruppo di deputati regionali che sostiene Lombardo e' fuori dalla linea del partito nazionale e regionale''. Apriti cielo. Sono bastate poche parole a Rosy Bindi per scatenare il putiferio nel Pd in Sicilia. Il presidente dei democratici, a Catania, ribadisce ancora una volta la sua posizione rispetto al governo Lombardo, invitando il presidente della Regione a dimettersi ''come ha fatto Penati''.

Ma l'affondo e' tutto nei confronti dei 20 parlamentari dell'Assemblea regionale che hanno firmato una lettera inviata a Bersani nella quale spiegano le ragioni della necessita' di un governo politico in Sicilia, dopo la fase della giunta tecnica, dichiarata esaurita. Per Bindi la posizione dei parlamentari siciliani, che si sono stretti attorno al capogruppo Antonello Cracolici, "non rispetta il percorso congressuale e non rispetta neppure la volonta' degli elettori e degli iscritti del Pd, i quali devono essere interpellati attraverso un referendum prima di fare una scelta che smentisce il congresso, la direzione regionale e la direzione nazionale''. Bindi si scaglia ancora una volta contro Lombardo: ''Il problema non e' che siamo tutti uguali, sono loro che sono diversi, nel senso che non rispettano la legge. Questa e' la differenza'''. E insiste su un punto: ''Mi sono dichiarata recentemente scandalizzata per il fatto che qualcuno ha fatto a Lombardo i complimenti perche' il suo reato e' stato derubricato da concorso in associazione mafiosa a voto di scambio''.

Immediate le repliche e le critiche, anche dure nei confronti del vice presidente della Camera. ''Rispetti il Pd siciliano, la stragrande maggioranza del partito e dei parlamentari regionali. Indietro non si torna: per noi governo politico non vuol dire occupare posizioni di potere nella giunta di governo, ma riformare, innovare, spazzare via il vecchio sistema", commentano Antonello Cracolici e il senatore Beppe Lumia. ''Bindi scenda dal trono. Noi deputati in Sicilia siamo stati eletti da migliaia di persone e non siamo stati nominati - afferma il deputato regionale Giovanni Panepinto, tra i firmatari della lettera - in Sicilia siamo riusciti a fare quello che lei non e' stata in grado di fare a Roma: mandare i berlusconiani all'opposizione'.

Baldo Gucciardi, deputato regionale e segretario del Pd a Trapani, chiede l'intervento di Bersani: ''Venga in Sicilia e partecipi all'assemblea del partito alla luce del sole e guardandoci in faccia''. Incalza Lillo Speziale, presidente dell'Antimafia regionale: ''Ci aspettiamo un atteggiamento di maggiore sobrieta' da Bindi nei confronti del travaglio di un gruppo dirigente, che nel corso di questi anni si e' interrogato e ha agito di conseguenza per fare uscire il Pd dalla marginalita' politica''. Secca la reazione del governatore Raffaele Lombardo: ''Non ambisco ad essere uguale all'onorevole Bindi che non per ragioni di rigore morale o di trasparenza, alle quali m'inchino, ma che per puro e meschino calcolo politico e con impareggiabile disonesta' intellettuale osa offendere una persona, fingendo di scambiare un rinvio a giudizio per una sentenza inappellabile. Mi hanno insegnato che il rispetto della persona distingue gli uomini dai cani rabbiosi''.


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