Live Sicilia

E il ddl della Chinnici è fermo all'Ars

Legge 104, continua la fuga
In 3 mesi, 138 "pensionati"


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In questo momento, due dipendenti della regione siciliana stanno andando in pensione. Grazie alla “famigerata” legge 104, che consente il pensionamento dopo 25 anni di lavoro per gli uomini e 20 per le donne.
Oggi, due dipendenti della Regione sono andati in pensione con la 104. Così come ieri. Così come domani. Questo, almeno, dicono i numeri. Mentre da quasi tre mesi sui giornali e attraverso i comunicati stampa si urla “stop alle baby pensioni”.

I numeri. Che raccontano una vicenda assai prevedibile e paventata da Live Sicilia già qualche settimana fa. Solo tra la metà di maggio e la fine di agosto, infatti, sono stati in 138 a “fuggire” grazie alla 104. Due al giorno, insomma, più o meno. E questi dati rimbalzano dritti dall’ufficio quiescenza della Regione alla commissione affari legislativi dell’Ars dove “langue” il cosiddetto “ddl Chinnici”. Quello che aveva detto “stop alle baby pensioni”. Tre mesi fa.

Un annuncio, che ha avuto l’effetto che molti potevano immaginare. Lo “spauracchio” di un privilegio (è meglio chiamarlo col suo nome, nonostante la criticità del tema) che potrebbe scomparire, infatti, ha fatto “magicamente” accelerare le procedure. Raddoppiare i numeri. Favorire le fughe. I dati trasmessi dalla Regione alla prima commissione, infatti, sono inequivocabili. Sono stati in 69 a chiedere e ottenere il pensionamento tramite legge 104 nel 2009. L’anno dopo, mentre già si paventavano, anche in seguito alle note vicende che hanno coinvolto ad esempio l’attuale assessore Pier Carmelo Russo, “strette” a questi privilegi, il numero è più che raddoppiato: 131 in tutto l’anno.

Ma l’annuncio della Chinnici di metà giugno scorso della produzione di quel ddl che intanto prende polvere in prima commissione, ha fatto “deflagrare” la situazione: sono state 138 in appena due mesi e mezzo le fughe.
Fughe che non sono destinate a terminare molto presto. Il ddl della Chinnici non è stato ancora incardinato all’Ars. Ma si è pensato a una soluzione alternativa: inserire la norma nella Finanziaria. Che significa, nel migliore dei casi, approvarla a fine dicembre. Nel più probabile dei casi, invece, ad aprile, così come accaduto negli ultimi anni.

“E da oggi a fine anno i casi potrebbero diventare almeno trecento” teme il deputato del Pdl Vincenzo Vinciullo che in questi mesi, vista la sospensione per i domiciliari di Riccardo Minardo (reintegrato proprio ieri) ha svolto i compiti di presidente della commissione affari legislativi. “Più volte – racconta Vinciullo – abbiamo provato a discutere questo ddl in commissione, ma non ci siamo riusciti perché non abbiamo potuto confrontarci contemporaneamente con gli assessori interessati: Chinnici e Armao”.

Una formula “diplomatica” per smussare gli angoli di una vicenda spigolosa. Mai, insomma, i due assessori si sarebbero presentati in commissione nella stessa giornata, rallentando così l’iter del ddl. “Che merita un approfondito esame”, dice Vinciullo, che aggiunge: “Il testo, così come è giunto dal governo in commissione, mira a eliminare del tutto la possibilità di sfruttare la legge 104 e questo non trova me e altri deputati d’accordo”.

Insomma, il rischio, secondo Vinciullo, è quello “classico” di gettare il bambino con l’acqua sporca. E la metafora, in questo caso, non è casuale: “Il ddl, così com’è, lede i diritti dei minori che hanno un’oggettiva e assoluta necessità dell’assistenza dei propri genitori. Noi siamo d’accordo per togliere il privilegio a chi deve assistere padri o fratelli maggiorenni. Ma non per chi deve prendersi cura dei propri figli”.

Restano alcuni capisaldi, che sembrano condivisi anche dall’esecutivo: “E’ chiaro che il privilegio deve durare finché il soggetto assistito è in vita. Nel momento in cui dovesse mancare, allora il dipendente deve rientrare a lavoro”.
Insomma, i margini per lavorare insieme, Assemblea ed esecutivo, ci sono: “Il Pdl – ha aggiunto Vinciullo – è pronto a discutere il ddl con i due assessori già la prossima settimana, così da accelerare l’approdo in Aula. Attendere la finanziaria potrebbe essere controproducente. Noi dobbiamo dare certezze anche alle persone che hanno davvero queste necessità. Serve chiarezza. Altrimenti potremmo assistere, da qui a dicembre, a una fuga dal lavoro mai vista prima”. Intanto, oggi sono fuggiti con la 104 altri due dipendenti. Così come ieri. E come domani.


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