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La decisione dell'assessore alla Salute

Scoppia un terremoto in clinica
Russo ordina l'ispezione


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, Cronaca
''Sono state attivate le procedure per potere accedere agli atti dell'indagine della Procura di Palermo sulla clinica palermitana Latteri e sarà immediatamente disposta una ispezione assessoriale per fare chiarezza su fatti che, se confermati in tutta la loro drammaticità, devono essere giudicati come indecenti e inqualificabili''. Lo ha detto l'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, riferendosi alla clinica privata che, con altre, è al centro di un'inchiesta della magistratura che ha portato alla luce, tra l'altro, lo scandalo della mancata somministrazione di Tad ai malati di tumore dopo la chemioterapia.

''Di certo questa storia non ha nulla a che fare con la riforma della sanità - aggiunge- ma solo con la violazione dei più elementari principi etici e getta discredito e sfiducia sui tanti operatori corretti del mondo della sanità, pubblica e privata. Chi opera all'interno del sistema sanitario deve avere come unico obiettivo la salute dei pazienti e la risposta ai loro bisogni sanitari''.

Il punto sulle tariffe
"L'assessorato regionale della Salute, già due anni fa, ha rimodulato l'offerta delle prestazioni per i pazienti oncologici prevedendo che i pazienti meno gravi fossero trattati in regime ambulatoriale e solo quelli più gravi in regime ordinario o in day hospital. Per i trattamenti ambulatoriali è stata prevista una tariffa di 100 euro per "accesso", oltre al rimborso integrale del costo dei farmaci oncologici. Peraltro, molte altre Regioni si sono orientate allo stesso modo, riconoscendo, in alcuni casi, tariffe persino inferiori".

Maurizio Guizzardi, direttore generale del dipartimento pianificazione strategica dell'assessorato regionale della Salute, dopo le notizie di stampa riguardanti la vicenda della clinica Latteri, interviene per fare chiarezza sui provvedimenti adottati in ambito oncologico. "Con questo provvedimento - aggiunge Guizzardi - si è evitato di riconoscere agli "erogatori" delle prestazioni oncologiche somme ingiustificate per ricoveri che potevano essere evitati, anche nell'interesse del paziente che rimane inserito così nel proprio contesto di vita. Non c'è stato nessun taglio indiscriminato come qualcuno vorrebbe fare credere. Anzi, recuperando efficienza, si sono potute garantire le terapie più innovative, dando la possibilità di somministrare nuovi farmaci oncologici, anche con costi molto elevati, che vengono rimborsati a "piè di lista e senza alcuna limitazione". Peraltro, sia detto per inciso, il farmaco TAD di norma viene acquistato per non più di 6 euro a fiala".

"Vanno respinte come immotivate e fuorvianti - ha concluso Guizzardi - le affermazioni di chi, anzichè stigmatizzare comportamenti inaccettabili, non etici e penalmente rilevanti, tende a creare allarmismo fra i pazienti e le loro famiglie".


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