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La denuncia

"Io, malato di tumore,
vittima dei risparmi"


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latteri, risparmi, sanità, tumori, Cronaca
Quaranta giorni di sofferenze. Ecco quanto sarebbero costati i presunti risparmi effettuati dalla clinica Latteri a Salvatore D., 65 anni, malato di tumore che effettuava la chemioterapia presso la clinica privata: “Non mi veniva somministrato il disintossicante, il Tad” ha detto l'ex paziente in un'intervista rilasciata al quotidiano “Repubblica”. “Sono io il paziente che protestava con un medico della casa di cura Latteri per alcuni inspiegabili malesseri che mi assalivano dopo la chemioterapia”. Ed è proprio grazie alle voci catturate dalle microspie poste dai Nas nella clinica, nell'agosto 2009, che Salvatore D. ne ha compreso le cause.

“Era il mio quinto ciclo di terapia per fronteggiare il tumore al colon – ha spiegato l'ex paziente della clinica privata - Il rossore fu il problema minore. All'improvviso, cambiò il timbro della voce, parlavo come Paperino. Poi cominciai ad avere problemi di deambulazione, e anche allo stomaco. Infine una mezza ischemia. Ma la dottoressa continuava a dirmi che erano tutte mie sensazioni”. Secondo le intercettazioni Maria Teresa Latteri, responsabile della clinica, non avrebbe autorizzato i medici a somministrare il Tad ai pazienti in day service, allo scopo di risparmiare: “Allora non hai capito – dice la Latteri in un'intercettazione - che la prassi che fai tu costa alla clinica duecentocinquanta euro e quello (l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, ndr) mi dà cento euro. Continuo a dire che non si può fare così”.

“Quando la mia via crucis sembrava arrivata a un punto drammatico – ha spiegato Salvatore D. - ho preso un biglietto per Aviano. E oggi siamo qui a parlarne. Ma sulla sanità bisognerebbe aprire un grande dibattito nazionale”. L'ex paziente della clinica Latteri, che ha detto di volersi costituire parte civile contro la clinica, ha lanciato anche un appello: “Rivolgo un appello a tutti gli ammalati di tumore e ai loro familiari, perché prendano maggiore consapevolezza dei propri diritti. Certe cose non devono più accadere”.


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