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Cronaca della prima giornata

Festival della legalità, su il sipario
A Villa Filippina l'ora della denuncia


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addio pizzo, dibattito sul racket, festiva della legalità, villa filippina, Cronaca
Si è aperto il sipario del Festival della legalità questa mattina nell'assolatissima Villa Filippina con il dibattito moderato dal giornalista Claudio Reale dal titolo “Denunciare conviene”. Da tutti gli intervenuti, unanime l'appello al giovane pubblico delle scuole: “Siete il futuro della nostra città, tra non molto sarete chiamati a fare delle scelte. Per questo è importante capire oggi che se l'imprenditore si affida ai falsi aiuti della mafia, alla “via breve degli aiuti” sceglie la strada del male. E chi lo fa- ha detto il presidente di Confesercenti Sicilia Giovanni Felice- o viene ammazzato, o finisce i suoi giorni da latitante nascosto in un buio sgabuzzino, o finisce il galera. Dovete diffidare dai falsi aiuti che offre la mafia”. Parole a cui hanno fatto eco quelle del rappresentante dell'arma dei carabinieri Gabriele Mattioli, comandante della compagnia di piazza Verdi.

“Ragazzi- ha detto- dovete essere convinti. Dovete dire di no in coro o alla lunga pagarete, perchè la mafia vuole sempre qualcosa in cambio. Gli imprenditori che si illudono di avere la protezione dei mafiosi perdona la libertà dell'impresa”. Ha rilanciato invece Daniele Marannano del comitato Addiopizzo : “Voi non siete solo il futuro: siete il presente. Già oggi con il consumo critico potete fare tanto per la lotta al racket, e domani con il voto avrete ancora più la possibilità di eleggere rappresentanti che mettano questa lotta al primo posto. Non bisogna essere da questo lato del palco per dare un contributo, bisogna solo essere cittadini, come diceva anche Paolo Borsellino”. “Dovete fare già oggi delle scelte, a partire dalla cose piccole, come dare un esempio concreto di pulizia alla nostra città. Se lo fate voi è molto più incisivo che se a farlo sono le parti istitutive della città. Il vostro intervento potrebbe essere determinante”.Questo l'intervento del responsabile Territorio Sicilia di Unicredit Roberto Bertola, che ha aggiunto anche che le banche sono vicine agli imprenditori che denunciano con azioni come le giornate contro il riciclaggio, i prestiti contro l'usura, e il microcredito. Perchè combattendo l'usura è più facile far impresa.

Mentre il presidente di Confcommercio Roberto Helg ha ricordato ai ragazzi la figura di Libero Grassi e ha detto: “Da allora è stato fatto tanto, sono tanti gli imprenditori che abbiamo accompagnato dai carabinieri ma si deve fare di più, ancora bisogna lavorare insieme, quest'opera è un cantiere aperto e il coinvolgimento delle scuole è fondamentale, come lo è stato il ruolo delle associazioni come Addipizzo che ha dato una scossa forte alla città”. E ha aggiunto: “Oggi non ci sono più scuse, c'è un circuito così forte che non si può dire più che non si denuncia per paura. Non ci sarà un altro Libero Grassi, né c'è più Stato”.

Più aspro su questo Daniele Marannano che ha replicato: “Denunciare conviene, ma ancora non tanto, non quanto dovrebbe. C'è ancora una fetta grossa di imprenditori che ha come interlocutore la mafia, per risolvere ogni tipo di problema. C'è ancora un rapporto di scambio tra commercianti e mafia forte”. E alla domanda di una giovane che gli ha chiesto perchè il popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità ha risposto: “Chi lo paga e non denuncia si macchia dell'enorme colpa anche di sovraesporre chi invece ha il coraggio di denunciare”.

L'appuntamento è stasera alle 21 con la proiezione del film “Tano da morire” di Roberta Torre. Il primo del ciclo di film della rassegna nata, come ha sottolineato il dirigente generale dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, Dipartimento Turismo, Marco Salerno “di sottolineare che la mafia esiste ma che si può scavare a tal punto sino al punto di riderne”. “Il fenomeno mafioso- ha detto- va strutturato all'interno di una storia dalla quale dobbiamo allontanarci fino il punto di riderci sopra”.


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