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il caso

Bufera nella Sanità: la gara 'viziata'
finisce in un'inchiesta della Procura


Angelo Pellicanò, Catania, gara viziata, massimo russo, procura, Politica
Settanta milioni di euro che sarebbero finiti nelle tasche di pochi colossi della sanità, grazie al metodo di gestione della gara centralizzata per la Sicilia orientale per suture e laparoscopia. Un sistema portato alla luce dall'inchiesta di “S” nel mese di maggio, quando vennero pubblicati e analizzati uno per uno tutti i lotti delle suture. Non c'è solo il lavoro della Commissione di valutazione (uno dei componenti era stato arrestato in diretta per fatti esterni alla gara) sotto la lente dei Pm catanesi ma l'intera procedura che ha visto analizzare in un solo giorno ben 147 lotti. In alcuni casi sono stati verbalizzati dati che sarebbero stati conosciuti soltanto qualche giorno dopo, in fase successiva all'apertura delle buste.

Un sistema del quale Massimo Russo si era detto orgoglioso e rispetto al quale sino ad oggi è rimasto indifferente, anche dopo che il manager Angelo Pellicanò ha deciso di revocare in autotutela l'intera procedura di gara d'appalto. I manager protagonisti a vario titolo della procedura revocata sono rimasti al loro posto e, con buona pace dell'assessore Russo, hanno fatto sapere attraverso alcuni quotidiani di essere pronti ad organizzare una nuova gara. Sempre le stesse persone, reiterando così quella volontà riformista e amministrativa che ha portato ai risultati ormai noti e sotto gli occhi di tutti.

La Procura guidata dal reggente Michelangelo Patanè non è andata in vacanza e nei prossimi giorni potrebbero iniziare gli interrogatori. Tutti gli atti sono stati sequestrati e, secondo alcune indiscrezioni, l'inchiesta sarebbe stata affidata ai migliori magistrati della Procura, le punte di diamante che si occupano di pubblica amministrazione.


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