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Arsea, l'agenzia fantasma
Che costa 800 mila euro


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Un'agenzia regionale istituita nel 2006. E mai entrata in funzione. Nonostante uno stanziamento nell'ultimo bilancio di ben 800 mila euro. L'Arsea (Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura ) è un'azienda di diritto pubblico costituita con una legge regionale dell'aprile del 2006. Tra i compiti dell'ente, quello di organizzare i pagamenti provenienti dai fondi comunitari in favore degli agricoltori che avevano realizzato investimenti strutturali, per interventi sui mercati, strutture di settore e per gli interventi previsti nel programma europeo Feoga. L'Arsea è sottoposta per legge alla vigilanza dell'assessorato regionale per le politiche agricole e forestali. Ma quell'azienda, in realtà, non ha mai funzionato, nonostante sia stato nominato anche un dirigente generale, un collegio dei revisori, un comitato di indirizzo, con tanto di indennità.

A sollevare il caso dell'Arsea è il presidente della commissione Attività produttive all'Ars Salvino Caputo: “Si parla di ridurre i costi della politica – ha attaccato il deputato del Pdl - e si mantengono in vita aziende pubbliche costituite con legge regionale nel 2006,  mai attivate , con tanto di Direttore Generale, Comitato di indirizzo e collegio dei revisori dei conti  e con consistenti stanziamenti nei capitoli di bilancio della Regione Sicilia”. Già con la stessa legge di istituzione dell'azienda, in effetti, la Regione siciliana aveva stanziato 34 milioni di euro per le “spese di funzionamento”. Ma la spesa per l'azienda-fantasma è “schizzata” nel bilancio 2010 a 800 mila euro (di cui solo 240 mila impegnati finora), cifra confermata nell'ultimo bilancio, quello del 2011.

Spese che serviranno, innanzitutto, per pagare l'indennità del dirigente generale Ugo Maltese, nominato con un decreto di Lombardo nel 2009 e rinnovabile per cinque anni, equiparata a quello di un dirigente regionale di strutture di massime dimensioni.  “Fu previsto – ha aggiunto Caputo - anche un comitato di indirizzo composto da cinque soggetti esterni all'anministrazione regionale con rimborso spese e indennità di missione, atteso che dal 2009 è stata individuata quale sede un immobile regionale di Catania. Ma la cosa grave – ha precisato - è che la agenzia non è mai entrata in funzione, ne' ha una sede, ne' ha svolto alcuna attività per gli agricoltori siciliani. Anzi ha determinato un danno perché le erogazioni vengono assegnate dalla Comunità europea alla Agea nazionale che paga gli agricoltori siciliani soltanto quando vengono erogati gli aiuti alle altre regioni italiane e molto spesso quando le risorse testanti sono insufficienti a pagare i costi sostenuto dai nostri agricoltori”.

Caputo ha chiesto la nomina di una sottocommissione d'inchiesta all'interno della commissione Attività produttive, per indagare su quello che il deputato Pdl considera “l'ennesimo scandalo di questa Regione. Nonostante i proclami – ha concluso Caputo - si continuano a mantenere in vita carrozzoni politici e clientelari a spese dei siciliani”.


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