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Castiglione: "Lombardo?
Non appassiona più nessuno"


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“Con Angelino Alfano segretario del partito, il Pdl ha ritrovato l'entusiasmo, soprattutto in Sicilia”. Parola di
Giuseppe Castiglione, presidente della provincia di Catania e co-coordinatore del Popolo delle Libertà nell'Isola. Castiglione racconta che nelle settimane che hanno preceduto la pausa estiva sono state registrate “tantissime richieste di adesione e partecipazione, per questo nuovo progetto impiantato non solo sulle idee, ma anche sulla territorialità”.

“Basti guardare alla manovra fiscale, o all'arrivo dei fondi Fas: il peso di Alfano si è sentito da subito nella quotidianità del governo, oggi c'è un occhio più attento alla Sicilia. Adesso abbiamo sedici mesi di tempo per elaborare una buona strategia di governo”.

Così, mentre a breve sarà inaugurata la nuova sede regionale a Palermo, in via Emerico Amari, e sarà insediato il nuovo coordinamento regionale, in casa Pdl si guarda alla prossima tornata elettorale, “a cominciare dal tesseramento – dice Castiglione – che sarà più popolare e accessibile economicamente per venire incontro ai tanti giovani e meno giovani che guardano con interesse al partito, ma devono fare i conti con una crisi internazionale che non risparmia nessuno”.

Poi sarà la volta delle grandi convention, la prima delle quali è prevista per settembre. “Si chiamerà 'Generazione 30' – anticipa il coordinatore del Pdl a Live Sicilia – Riuniremo tutti gli amministratori degli enti locali under trenta per una tre giorni a Sciacca. Poi procederemo alla costituzione dei dipartimenti e all'insediamento dei coordinatori provinciali e comunali, per radicare il partito nel territorio. E poi ci sono i coordinamenti dei giovani, che in queste settimane si stanno formando. Anche a livello femminile c'è una bella presenza. In un momento in cui la disaffezione alla politica porterebbe alla disaffezione alla democrazia, bisogna essere più che critici, altrimenti si rischia lo scollamento definitivo tra le istituzioni e il popolo che rappresentano”.

E ancora, tra i berlusconiani si pensa ai congressi per l'elezione della classe dirigente del partito e alle primarie per la scelta dei candidati. “Preferiamo chiamarle consultazioni – commenta Castiglione – anche se il concetto è abbastanza simile. Di fatto daremo la parola ai nostri elettori per decidere quali saranno i competitor alle prossime tornate elettorali”.

Proprio guardando alle elezioni, Castiglione fa il punto sulle alleanze. “Con l'avvento di Alfano, si respira un nuovo vento di cambiamento, la Sicilia torna ad essere teatro della politica nazionale. Per le prossime elezioni, oltre ai nostri interlocutori naturali, come il Pid, la Destra, o Forza del Sud, crediamo molto al dialogo con l'Udc”.

Insomma, tanti i progetti in cantiere per il prossimo autunno, che in Sicilia potrebbe essere caratterizzato, sull'altro fronte, dal governo politico di Lombardo. “Cosa farà e cosa pensa Lombardo non appassiona più nessuno – commenta ancora Castiglione – non c'è stato un solo atto annunciato che è stato concretizzato. Cinque governi sono un'assurdità. Inoltre si tratterebbe di una sonora bocciatura del Governo tecnico. Attenzione, non sarò di certo io a difendere questo governo, ma questa bocciatura sarebbe ingenerosa per i cosiddetti tecnici, che fanno quel che possono, a fronte di un presidente talmente accentratore da voler controllare persino l'ufficio stampa. E poi è chiaro a tutti che un governo che nasce sotto natale o poco prima, è governo elettorale. Il solo insediamento, unito alle nuove nomine di sottogoverno e degli uffici di diretta competenza sarebbe sufficiente a far perdere ulteriore tempo alla Sicilia. Lombardo dovrebbe invece pensare a un patto per la Sicilia su tre o quattro cose, senza sotterfugi, fatto alla luce del sole all'Ars, per affrontare temi cari alla Regione, come il federalismo fiscale, l'utilizzo dei fondi comunitari per le gravi emergenze, mettendo insieme le risorse e fissando degli obiettivi importanti. E poi sarebbe necessario pensare seriamente all'operazione di riassetto istituzionale. Si parla tanto di abolizione delle Province, ma nessuno ha idea di come fare dal giorno dopo. Bisogna invece ragionare sull'accorpamento delle funzioni dei Comuni e sulla riduzione dei costi della politica, a partire dal numero dei deputati all'Ars”.

Le elezioni, infine. Regionali e amministrative di Palermo sono alle porte. Si parla di allenze, lo stesso Castiglione accenna a Forza del Sud. Ma bisognerà anche fare i conti con la volontà del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che non ha nessuna intenzione di rinunciare alla candidatura alla Presidenza della Regione. “Miccichè ha manifestato grande capacità d'iniziativa sul piano programmatico – dice il coordinatore del Pdl – se si lavora a un tavolo programmatico comune, a quel punto non è poi così importante chi sarà il candidato in prima fila, anche se è ancora un ragionamento prematuro. In ogni caso, l'impegno prioritario è su Palermo, per rimobilitare l'entusiasmo e la partecipazione. Vogliamo far ricordare il buon governo della città di Palermo. La città ha vissuto momenti di espressione di ottima amministrazione durante il governo Cammarata. Certo, gli errori ci sono stati, ma molto spesso sono stati accompagnati da troppe sterili polemiche”.


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