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la relazione dell'assessorato all'Economia

Economia siciliana in affanno
Calano redditi e consumi

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Economia, lombardo, Politica, regione, sicilia, spesa, Politica
In Sicilia, nel 2010, il Pil è cresciuto di appena lo 0,5% (1,3% la media nazionale), mentre il reddito disponibile è diminuito dello 0,1%, l'occupazione è calata dell'1,7% e le famiglie si sono indebitate sempre di più col credito al consumo in rialzo dell'1,9% a fronte di una inflazione aumentata dell'1,8%. E' la fotografia che emerge dalla Relazione sulla situazione economica della Regione siciliana elaborata dal servizio statistica e analisi dell'assessorato all'Economia, con dati aggiornati a giugno del 2011.

Nello studio, trasmesso dal governo all'Assemblea regionale siciliana, dirigenti e funzionari del centro studi evidenziano che "se per l'economia italiana la ripresa stenta a decollare, quella siciliana, appesantita da un nanismo produttivo incapace di affrontare le sfide imposte dalla globalizzazione e dalla rivoluzione tecnologica, arranca con maggiore affanno, e per di più con direzione incerta". In particolare, i consumi delle famiglie e gli investimenti fissi lordi hanno segnato un modesto recupero, crescendo rispettivamente lo 0,5% e 1,3%, compensando solo parzialmente le forti perdite subite nel 2009, quando i consumi si sono contratti del 3,2% e la spesa per investimenti quasi del 10%.

"Questi aggregati - si legge nel rapporto - ritornano dopo due anni a fornire un contributo positivo seppur modesto alla crescita del Pil (0,4% e 0,3% rispettivamente) mentre è risultato negativo, il contributo della spesa delle amministrazioni pubbliche e istituzioni sociali privale, le quali a fronte del sostegno del biennio di crisi, si sono contratte dello 0,9%, in linea alla tendenza dettata dalle politiche economiche a livello nazionale, volte a perseguire il rientro del disavanzo pubblico".

Brutte notizie anche per l'agricoltura. Deluse infatti le aspettative di chi sperava nella ripresa dopo la crisi del 2009. Il valore della produzione dell'agricoltura, silvicoltura e pesca valutato ai prezzi di base si è attestato nel 2010 su 4,2 miliardi di euro correnti, manifestando una flessione dello 0,3% rispetto all'anno precedente per effetto della riduzione delle quantità prodotte (-1,3%) e di un aumento pressoché analogo dei prezzi di base (0,9%). Stesso andamento si registra per i consumi intermedi, -3,5% delle quantità impiegate e +3,2% dei prezzi relativi, che hanno fissato il valore complessivo su 1,5 miliardi di euro correnti (-0,2% rispetto al 2009). Alla luce dell'andamento di queste variabili il valore aggiunto del settore è stato pari a 2,7 miliardi di euro, 0,4 punti in meno in termini nominali rispetto all'anno precedente per effetto della crescita zero registrata in termini reali e della contrazione dei prezzi di base (-0,3%). Le condizioni climatiche e il perdurare degli effetti della crisi economica hanno inciso ancora negativamente sui risultati produttivi dell'annata agraria 2010. In termini reali il valore della produzione del settore è calato dell'1,3% su base annua, che scende a -1,7% se si considerano le sole coltivazioni agricole, riflettendo gli andamenti negativi realizzati nelle coltivazioni erbacee (-3,6%), con la sola eccezione del frumento, e nelle legnose (-1,7%) a fronte di una ripresa delle foraggere (3,5%). La contrastata dinamica dei prezzi delle merci agricole e dei consumi intermedi ha inoltre influito negativamente sui redditi dei produttori agricoli. Da un lato le imprese hanno subito, infatti, una crescita nei prezzi di questi ultimi (2,1%), legata alle quotazioni energetiche e alle vicende economiche globali, dall'altro una dinamica negativa dei prezzi alla produzione (-0,3%) ha reso meno sostenibile la dinamica dei costi, anche per la ridotta capacità contrattuale degli agricoltori a fronte di un mercato sempre più condizionato dalla grande distribuzione organizzata.

Dopo un biennio di rialzi, cala però la spesa pubblica (-0,9%), anche se, rispetto alla domanda aggregata, il dato rimane più alto della media nazionale e di quella delle regioni del Sud. Per quanto riguarda i consumi collettivi nel 2010, la spesa della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private si è attestata su 30,8 miliardi di euro a valori correnti. L'incidenza sul totale della domanda aggregata, benché in calo al 27,5%, continua a posizionarsi sopra la media nazionale (16,8%) e anche alla media delle regioni meridionali (26,4%). In termini reali la spesa pubblica in Sicilia è calata lo 0,9%, flettendo oltre la media nazionale (-0,6%).


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