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Cuffaro. Le motivazioni

"Concorso, ecco perché non è colpevole"


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Il Gds in edicola torna sulle vicende giudiziarie di Totò Cuffaro, oggi. Si parla del famoso concorso esterno. Scrive Riccardo Arena: "E' mancata la dimostrazione di un accordo, così come di una contropartita: non basta avere conferma di un'indicazione sull'imputato Cuffaro come soggetto disponibile, vicino, malleabile, emblematico di un certo modo di fare politica vecchio stampo. In 230 pagine, depositate in cancelleria, il Gup del Tribunale di Palermo, Vittorio Anania,
spiega perché l'ex presidente Cuffaro, condannato a sette anni e in carcere per favoreggiamento aggravato, non è colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa.

Non basta la prova di certe frequentazioni con soggetti gravitanti nell'ambiente mafioso - scrive il giudice, che ha deciso col rito abbreviato - poichè tali aspetti potranno essere magari criticati sotto un profilo morale e sociale, ma non sono sufficienti per scrivere una sentenza di condanna. Tutti questi elementi sono di pericolosa contiguità, ma non portano al reato in questione".

Parliamo del processo "Cuffaro bis", che provocò discussioni veementi in Procura sul reato da contestare. Come ricorda Arena: "Si è chiuso il 16 febbraio scorso con la sentenza di proscioglimento per ne bis in idem". In definitiva, chi è Cuffaro? Si legge nelle carte del giudice: ''E' stato un politico assolutamente arguto e avveduto che ha sempre in modo utilitaristico improntato la sua attività politica ad un certo disinvolto registro comportamentale''.


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