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Ma è ancora al suo posto

Tutti i guai di Dell'Utri

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dell'utri, p3, verdini, Cronaca
Non lo sposta nessuno, nessuno lo tocca. Non bastavano le vicende  e le condanne note. Adesso La Procura di Roma ha chiuso l'inchiesta sulla P3, la presunta associazione segreta che avrebbe agito su esponenti della politica, funzionari pubblici e giudici per pilotare nomine nella pubblica amministrazione, ottenere appalti, influire sulle decisioni della politica, aggiustare processi, "condizionare il funzionamento di organi costituzionali". E c'è di mezzo lui (con altri), il siciliano
Marcello Dell'Utri.

 Si tratta - come si sa -  dell'atto che prelude alle richieste di rinvio a giudizio da parte del procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, e del Pm, Rodolfo Sabelli. A rischiare il processo sono venti indagati. Ci sono Flavio Carboni, ritenuto dall'accusa al vertice dell'associazione segreta, il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini e appunto il senatore Marcello Dell'Utri. Tra gli indagati anche l'ex sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, a cui viene contestato il concorso in diffamazione per i falsi dossier contro il governatore campano, Stefano Caldoro, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, l'ex presidente della Corte di cassazione, Vincenzo Carbone.

Il delitto? Per i magistrati di Roma si è in presenza di "un'associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d'ufficio, illecito finanziamento diffamazione e violenza privata caratterizzata, inoltre, dalla segretezza degli scopi e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonché apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali". I componenti dell'associazione, si sarebbero adoperati per "influenzare la decisione della Consulta nel giudizio sul cosiddetto lodo Alfano"; oppure "intervenivano ripetutamente sul vice presidente del Csm, sui componenti del Csm per indirizzare la scelta dei candidati e incarichi direttivi (presidente della Corte di appello di Milano e Salerno, procuratore della repubblica di Isernia e Nocera Inferiore)". Ma Marcello è sempre in piedi.


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