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La polemica

Armao, crociata sui beni confiscati:
"Il codice antimafia è illegittimo"

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armao, codice antimafia, Cronaca
"Il codice antimafia, approvato dal Consiglio dei ministri il 3 agosto 2011, è illegittimo perché emargina Regioni ed enti locali nell'assegnazione dei beni confiscati alla mafia, quali sedi per uffici, scuole, servizi di assistenza sociale, spesso affittati agli stessi generando oneri impropri sui bilanci". Lo dice l'assessore regionale per l'Economia,
Gaetano Armao, illustrando le ragioni delle contestazioni mosse contro il provvedimento.

"E' noto - dice Armao - che la maggior parte del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata ricada per il 45% in Sicilia e che questo patrimonio sia stato costituito con la vessazione e il pizzo ai danni dei siciliani. Eppure, il testo normativo prevede che i beni restino allo Stato e non siano restituiti al territorio. Quando non si giunge addirittura al paradosso, come nel caso dei beni confiscati affittati alla Regione siciliana (si pensi alle sedi degli assessorati Attivita' produttive e Beni culturali, ma anche uffici di Asp), per i quali paghiamo dal bilancio regionale oltre sei milioni di euro. Così, i siciliani, laddove ce ne fosse bisogno, pagano due volte, prima da vittime e poi da contribuenti".


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