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Il presidente dell'Ars

Cascio: "Ecco i veri tagli alla politica
Vitalizio a partire da dieci anni"

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Cascio, Politica, tagli
“C'è chi annuncia i tagli e chi li attua davvero”. Il presidente dell'Ars Francesco Cascio, in occasione della cerimonia della “consegna del ventaglio” che sancisce l'inizio della pausa estiva dell'Ars, ha snocciolato  numeri e notizie sui risparmi della politica, tra queste, l'innalzamento a dieci anni del periodo minimo di mandato parlamentare necessario per ottenere il vitalizio. Una modifica introdotta nel consiglio di presidenza di ieri, ultima giornata di “lavoro” prima della pausa. Una giornata tesa, caratterizzata dal ko in aula della riforma delle Asi.
Già. Perché quella che doveva essere l'ultima legge votata dall'Assemblea prima delle vacanze ha finito per far emergere le crepe di una maggioranza andata “sotto” per due volte in occasione del voto segreto. Quella sulle Asi, insomma, doveva essere la trentunesima legge approvata nell'ultimo anno di attività dell'Ars, che quindi si è fermata a trenta: “Un numero ragguardevole” ha detto Cascio che ha poi passato in rassegna gli altri numeri. Sono state 88 le sedute d'aula, 456 quelle delle commissioni, 710 le interrogazioni parlamentari, 25 le interpellanze, 192 gli ordini del giorno, 8 le risoluzioni e 77 le mozioni.

Tornando al capitolo delle “spese” e dei tagli, però, Cascio ha voluto sottolineare, cifre alla mano, le differenze con la Regione, dove la spesa per il personale è cresciuta del 5,9%. “All'Ars, invece, quella spesa è calata dell'1,29%. Questo a dimostrazione che c'è chi annuncia i tagli e chi li fa davvero”. E i risparmi, a detta di Cascio, si vedranno soprattutto nel prossimo triennio. Tra il 2011 e il 2013, infatti, l'Ars potrebbe risparmiare circa 37 milioni, grazie a una serie di interventi sui “costi della politica”. Tra questi, sono già operativi il mancato adeguamento dell'indennità parlamentare dei deputati ai compensi di riferimento percepiti dalle più alte cariche della magistratura, i tagli di mille euro per le competenze dei deputati in carica, l'eliminazione delle indennità per l'aggiornamento politico-culturale, la decurtazione del 5 e del 10 per cento delle competenze dei dipendenti, la sospenzione del vitalizio per gli ex deputati eletti al parlamento nazionale ed europeo, mancato adeguamento delle retribuzioni del personale e blocco del turnover.

Altri interventi, come detto, sono stati previsti dalla seduta del Consiglio di presidenza di ieri: mancato adeguamento della dotazione finanziaria dell'Assemblea a carico della Regione, taglio del 5% e del 10% per le pensioni che superano rispettivamente i 90 mila e i 150 mila euro, rinuncia al trasferimento dalla Regione all'Assemblea di 1,25 milioni di euro.
Dalla prossima legislatura, invece saranno esecutivi: la revoca della facoltà di riscattare gli anni mancanti al completamento della legislatura per i deputati che hanno svolto parte delle legislatura, elevazione da 5 a 10 anni del periodo minimo di mandato parlamentare per ottenere il vitalizio, sospensione del vitalizio agli ex parlamentari che ricoprono cariche pubbliche in una serie di enti, abbassamento del limite massimo dall'80 al 60% della percentuale di indennità parlamentare che viene “tradotta” nel vitalizio.
Solo un “sassolino” nella scarpa del presidente: la legge sulla riduzione dei parlamentari regionali da 90 a 70, avanzata dallo stesso Cascio: “Non ho ancora rinunciato all'idea – ha detto – per due volte, però, la legge è stata bocciata dall'aula. Quando l'abbiamo ripresentata, è stata rimandata in commissione, in un binario morto”. Insomma, va bene tagliare. Ma senza esagerare.


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