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Il sondaggio

La Sicilia non vuole votare
In calo Pdl e Pd: tutte le previsioni


non voto, sicilia, Politica
Tre siciliani su dieci, se ci si recasse alle urne per il rinnovo del Parlamento nazionale, resterebbero a casa: risulta molto elevato nell'isola il partito del "non voto", il numero di quanti - incerti o delusi - sceglierebbero l'astensione, penalizzando in particolar modo i partiti maggiori. E' quanto emerge dal barometro politico regionale dell'Istituto nazionale di ricerche Demopolis su un campione di 1.014 cittadini intervistati dal 26 al 31 luglio. "L'incertezza del quadro politico nazionale - afferma il direttore dell'Istituto Demopolis Pietro Vento - rende oggi decisive, ancora una volta, le scelte dei siciliani per il futuro politico del Paese, soprattutto in relazione al possibile premio di maggioranza al Senato".
Il Pdl, alla difficile ricerca di un futuro oltre Berlusconi, si attesta oggi in Sicilia al 27,2%, con circa 730 mila voti: ben lontano da quel traguardo del 46% ottenuto da Alfano nel 2008. Anche il Pd, posizionato al 19%, resta distante, con 510 mila voti, dai risultati delle Politiche 2008: il partito di Bersani, secondo Demopolis, non sembra beneficiare nell'isola del clima post referendario e risente, tra gli elettori, di un'identità ritenuta troppo incerta e frammentata.

L'Idv di Orlando e Di Pietro appare in lieve crescita e sfiora il 5%, pagando però una forte debolezza in Sicilia orientale. Sinistra, Ecologia e Libertà ottiene il 3,5%, frutto soprattutto della simpatia di molti elettori per il suo leader e fondatore Nichi Vendola. Si ferma invece all'1,2% la Federazione della Sinistra, mentre conseguono complessivamente il 3% il Movimento Cinque Stelle e altre liste di centrosinistra. Sul fronte opposto, nel centrodestra, prosegue il consolidamento territoriale di Forza del Sud, il nuovo partito di Gianfranco Micciché attestato all'8%; al 3,4% si posiziona il Pid di Saverio Romano (che supera il 10% a Palermo), mentre sfiora il 2% la Destra che in Sicilia si identifica con Nello Musumeci. Il Mpa di Raffaele Lombardo, con circa 360 mila voti, si attesta al 13,5%. L'Udc di Casini ottiene il 7,8%: un forte consolidamento, nonostante la perdurante debolezza dei consensi nelle città capoluogo di Catania e Palermo. Cresce l'Api di Rutelli all'1,7%, mentre si indebolisce ulteriormente, con il 5%, Futuro e Libertà, il partito di Gianfranco Fini.


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